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Corciano Castello di Vino, uno sguardo al Trasimeno In evidenza

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Corciano Castello di Vino, uno sguardo al Trasimeno
Quest’anno per la seconda volta ho avuto la possibilità di partecipare a una degustazione per certi versi unica
Quella che fa parte del programma di Corciano Castello di Vino è infatti una bellissima panoramica su una delle zone meno conosciute del vino regionale, quella del Trasimeno. Una degustazione organizzata sempre meglio il cui scopo è quello di premiare le realtà più virtuose del territorio, l’assaggio si conclude infatti con un trofeo dedicato al miglior vino bianco e al miglior vino rosso della manifestazione. Soprattutto una panoramica di rara completezza, in nessun’altra occasione è possibile confrontarsi con la quasi totalità dei vini prodotti in questa ampia zona della provincia di Perugia, da Magione fino a Castiglione del Lago da una parte e Città della Pieve dall’altra.

Una denominazione, quella dei Colli del Trasimeno, che da sempre vive di chiaroscuri. Che può vantare una delle più interessanti unicità regionali, il gamay, ma il cui disciplinare prevede da sempre un numero ampissimo non solo di varietà ma anche di tipologie. Dal bianco frizzante allo spumante metodo classico, dal rosato al rosso, dal rosso riserva al vin santo. Un ventaglio davvero troppo ampio, comodo per chi vuole sempre e comunque etichettare un vino come DOC, eccessivamente disorganico per chi cerca di identificare le eccellenze uniche di un territorio. Senza infatti scomodare il Sagrantino di Montefalco molte altre zone dell’Umbria sono riuscite negli ultimi tempi a farsi notare puntando con decisione su un’unica specialità. Penso al ciliegiolo, a Narni, o al grechetto, a Todi (affrontato qui su PM solo il mese scorso).

Stretto parente di uno dei vitigni più famosi al mondo - quel cannonau che in Veneto viene chiamato tai rosso, in Francia grenache, in Spagna garnacha - il gamay grazie al costante lavoro della locale cantina sociale ha dimostrato nel tempo di potersi esprimere con grazia e con una certa personalità. Caratteristiche tutt’altro che banali, peculiarità (volendo) su cui puntare per raccontare tutto un territorio. È in questo contesto che l’evento di Corciano può essere centrale, luogo privilegiato per guardare a tutto il Trasimeno e ai suoi progressi. Chissà, è denominazione che con la giusta spinta propulsiva negli anni potrebbe riservare ben più di una sorpresa.

 

Corciano Castello di Vino, uno sguardo al Trasimeno
   
Jacopo Cossater

Nato in Veneto, appena maggiorenne si trasferisce a Perugia per motivi di studio. È più o meno in quel periodo che si innamora del sangiovese, completa il percorso dell'Associazione Italiana Sommelier ed apre un blog, non necessariamente in quest'ordine. Dopo aver vissuto per troppo tempo a Milano e troppo poco a Stoccolma è tornato in Umbria, dove oggi lavora. Giornalista, collaboratore della guida "I Vini d'Italia" edita da l'Espresso, scrive anche su Enoiche illusioni e Intravino, due dei più popolari wine blog italiani.

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