Uso dei cookie

Questo sito non fa uso di cookie per la profilazione in prima persona.
Questo sito fa però uso di cookie tecnici. Questo sito utilizza inoltre embed di codice e servizi esterni. Nell'informativa estesa sono disponibili i link alle terze parti ove negare i cookies dei terzi che possono profilare se attivati dall'utente sul sito del terzo.
Procedendo nella navigazione o cliccando su "Accetto" si acconsente all'uso dei cookie.


Policy Accetto

A+ A- T+ T-

Come rispondere alle domande scomode dei bambini? In evidenza

Scritto da 
0
|| || ||
Se sei madre lo sai: la tua vita con i figli la spenderai per un buon tre quarti a rispondere alle domande scomode dei tuoi bambini
Domande ingenue, semplici, formulate con chiarezza che hanno tutte una comune caratteristica: quella di essere poste così, a bruciapelo. E di lasciarci solitamente senza parole.

"Mamma, perché l’acqua è bagnata?"
"Mamma, perché i cani abbagliano?"
"Mamma, perché la mela è dolce?"
"Mamma, perché la bimba della zia è dentro la pancia?"
"Mamma, perché la banana è gialla?"
"Mamma, perché piove?"
"Mamma, perché arriva la notte?"

"Perché, mamma, dobbiamo morire?" Che tu vorresti rispondergli solo: "Eh, già. Perché? Me lo sto chiedendo pure io ma una risposta non ce l'ho". E invece una risposta devi averla perché una risposta tuo figlio la pretende ed è giusto che ce l'abbia. Io a mio figlio vorrei sempre rispondere senza troppo zucchero.

Vorrei essere chiara ma non edulcorata, vorrei crescerlo consapevole che la vita è bella, anche se fa male come cantava qualcuno e che, non è vero che le persone cattive, il male, i lutti non esistono.

Vorrei sempre essere in grado di trovare le parole giuste per crescerlo con una cognizione della realtà e del mondo che non sia troppo distante dalla realtà, ma che siano allo stesso tempo adatte ad un bambino. Alla sua visione meravigliosa e sognante, alle sue aspettative cariche di positività. Non vorrei essere io, in soldoni, a spegnergli quella luce che ha negli occhi, ma non voglio nemmeno crescerlo sotto ad una campana di vetro. A volte uso la fantasia e ci riesco, altre racconto delle favole. Favole verosimili ma non reali e non so se è giusto così, ma non sempre trovare le parole è facile. Altre volte, semplicemente, racconto la verità, così com'è. Ma la cosa che faccio spesso, più spesso di tutte le altre sapete qual è? Taglio corto e rispondo alle sue domande con un: “Te lo spiega il nonno”.

Come rispondere alle domande scomode dei bambini?
   
Pubblicato in C'era una vodka
Altro in questa categoria: « Come si fa?