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Essere madri spiegato facile In evidenza

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Momento di sconforto. “Ma io non potevo prendermi un cane invece di fare un figlio? Eh figlio, non potevo prendermi un cane?

Ma... mamma” nei suoi occhi seri passa in successione sgomento, rabbia e incredulità “mamma ma poi che facevi? Amavi il cane?”

Ecco, l’essere madri è tutto racchiuso in quell’attimo lì. Quel preciso attimo in cui tu, donna sana di mente, hai la tentazione forte, fortissima, di rispondere: “Sì certo, certo che avrei amato il cane. Fortissimamente lo avrei amato” e invece, ancora una volta tiri i remi in barca, prendi il viso di tuo figlio, lo baci e gli dici: “Hai proprio ragione, non avrei mai amato nessuno se non avessi fatto un figlio”.

Poi, però, sospiri. Perché sei madre sì, ma sana di mente, appunto.

La verità infatti non è che diventando madri si perde il lume della ragione, non è vero che il mondo, improvvisamente, lo vediamo a cuoricini (e pannolini e biberon), che andiamo in brodo di giuggiole per  la cacca dei nostri bambini, che entrare in una “relazione complicata” con il sonno ci rende felici perché… siamo madri mica sceme. Essere madri vuol dire avere bene in mente quanto era tutto più semplice prima, quanto sia la stanchezza, più di tutto il resto, oggi a guidare i nostri passi: vuol dire pur essendo presenti a se stesse a volte fingere di non esserlo perché le politiche che regolano la maternità non lo consentono. E per permettere ai nostri figli di sentirsi amati rinunciare ad un po’ di egoismo. Essere madri vuol dire continuare a preferirsi donne ma scegliere ogni giorno di mettere al primo posto i bisogni di un’altra persona. A volte farlo con enorme sacrificio.

Essere madri è tutto questo e spesso pure il farsi fregare da qualche bacino dolce come un cupcake colorato e da quei “ti voglio bene, mamma” pronunciati sempre, statene certe, per ottenere qualcosa.

 

Essere madri spiegato facile
   
Pubblicato in C'era una vodka
Lucrezia Sarnari

31 anni. Giornalista, mamma e blogger. Non necessariamente in questo ordine

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