Uso dei cookie

Questo sito non fa uso di cookie per la profilazione in prima persona.
Questo sito fa però uso di cookie tecnici. Questo sito utilizza inoltre embed di codice e servizi esterni. Nell'informativa estesa sono disponibili i link alle terze parti ove negare i cookies dei terzi che possono profilare se attivati dall'utente sul sito del terzo.
Procedendo nella navigazione o cliccando su "Accetto" si acconsente all'uso dei cookie.


Policy Accetto

x
A+ A- T+ T-

L’estate dopo la dad In evidenza

Scritto da 
0
|| || ||

Che questa non sarà un’estate come tutte le altre ce lo siamo già detti: l’estate delle vacanze in Italia, degli incontri senza abbracci, della preoccupazione, mai messa via, di cosa succederà dopo, a settembre ma, per chi è genitore, sarà ricordata soprattutto per essere l’estate dopo la DAD.

Quella iniziata un attimo dopo aver disinstallato dai pc Classroom e altre diavolerie affini che hanno avuto l’ingrato compito di averci introdotto a quella bestemmia che è la didattica a distanza

E pensare che la prima volta che ho letto l’acronimo ho pensato che se la stessero prendendo con i papà di tutto il mondo per qualche ragione che, secondo me, aveva pure un fondamento.

Quando, poi, ho capito cosa si intendesse c’ero già dentro fino al collo, e voi con me, in quella nuova routine che secondo me potrebbe tranquillamente essere annoverata, a pieno diritto, tra le Piaghe d’Egitto.

Una nuova routine fatta di caffè, apri le e-mail, scarica i compiti, stampa i compiti, controlla che il figlio faccia i compiti, oddio a che ora era la video lezione oggi, alle 15 passami il computer, no, oggi serve a me, dagli il tuo, collegati, scollegati, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. E poi, cucina, lava, stira, apparecchia, sparecchia e ancora e ancora e ancora senza soluzione di continuità mentre, ricordiamocelo, c’era anche (e per fortuna) un lavoro, il nostro, da mantenere.

La verità è che le Olimpiadi della genitorialità le abbiamo gareggiate in questo momento, né prima né, speriamo, dopo e che ora che ne siamo uscite, ammaccate ma intere, ci guardiamo intorno increduli non sapendo bene come organizzare il tempo ritrovato, né sappiamo, e questa è la cosa peggiore, se gioirne o esserne affranti.

Perché, è vero, ci siamo persi progetti per strada, lavori, possibilità.

Ci siamo persi la speranza che tutto possa tornare come prima, ma abbiamo capito che ci sono altre modalità di vita, altre forme di socialità, altre opportunità.

Ci siamo persi cene al ristorante, viaggi, baci.

Ci siamo persi tutto questo, ma abbiamo guadagnato per la prima volta la possibilità di essere genitori presenti. E adesso? 

Ora che è finita la DAD, anche l’estate da affrontare con i figli a casa ventiquattr’ore al giorno ci sembra una passeggiata e quindi c’è da stare allegri. O forse no.

L’estate dopo la dad