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Birra made in Umbria, mai tanto vero In evidenza

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Stavo guidando in direzione di Perugia, mi trovavo all’altezza di Sansepolcro, quando mi sono accorto che l’orario poteva essere quello buono non solo per una breve sosta ma anche per una birra nella (bellissima) taproom di Altotevere, a San Giustino.

Uno di quei locali che dalla città sembrano sempre un po’ lontani e che invece meriterebbero trasferte niente affatto occasionali. Che birre, soprattutto!

Daniele Socali e Loris Marinetti hanno fatto in pochi anni un gran lavoro riuscendo nel non facile compito di confermare Altotevere tra i grandi nomi della regione (e non solo) grazie a birre di grande solidità, sempre precise, saporite, di personalità in un contesto stilistico che guarda agli Stati Uniti ma che sa muoversi con agilità anche tra stili in cui non è il luppolo a essere l’assoluto protagonista. Bravi proprio, birrificio sempre più di riferimento. Insomma assaggia questo, assaggia quello, mi sono imbattuto nella “Umbra”, una Pale Ale prodotta in collaborazione con l’azienda Luppolo Made In Italy per promuovere una filiera del luppolo tutta Italiana, partendo dal territorio. Tra gli ingredienti solo luppoli (centennial, cascade e chinhook) coltivati a pochi chilometri, vicino Città di Castello, utilizzati sia in cottura che in dry hopping per una bevuta gustosa e rinfrescante, sorprendente.

Tempo un paio di settimane e a Torgiano, presso la sede di Birra Perugia, ecco la presentazione di “Kiascio”, una IPA nata da malto pils 100% coltivato e maltato nella nostra regione da Malteria Italiana Artigianale. Ad affiancarlo una percentuale di grani antichi delle varietà autoctone verna, gentilrosso e frassineto, coltivati in Umbria e lavorati in un mulino la cui energia deriva dal torrente Chiascio, da cui il nome della birra. Un progetto non casuale, che segue il lavoro già fatto con la “Suburbia Native Hops”, declinazione della loro IPA più nota proprio in collaborazione con Luppolo Made in Italy. Una birra diversissima dall’originale in cui le versioni umbre di cascade e chinhook portano a una bevuta meno intensa, più delicata e di sicuro fascino.

Piccoli segnali che raccontano non solo la grande vitalità che sta attraversando alcuni dei più importanti birrifici regionali ma anche quanta strada è ancora possibile fare in termini di esplorazione del rapporto tra birra e territorio, in Umbria e non solo. È un periodo bellissimo per bere birre locali.

Birra made in Umbria, mai tanto vero
   
Pubblicato in Fast Good
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