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1992! In evidenza

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1992!
"Il problema", mi dice con aria preoccupata, "è che Perugia è un po' troppo piccola. Sai.. sempre le stesse facce, gli stessi posti". "Uhm..", faccio quindi io con fare accondiscendente, "..può essere tu abbia ragione".
Oppure no, ho realizzato qualche minuto dopo. Vivace, Il T-Trane, la Bottega di Perugia, Gesto, il Marla e magari anche Mercato Vianova sono alcuni dei locali che frequento più spesso e, beh, a ripensarci bene nessuno di questi esisteva anche solo cinque anni fa. Cinque anni, certo non proprio pochissimo tempo ma ecco, ci siamo capiti no? Insomma non direi quindi che Perugia sia città che se la passa così male, anzi. E poi quella cosa meravigliosa che porta il nome di Postmodernissimo, ne vogliamo parlare? Ho anche visto qualche nuovo negozio in centro, una cosa da pazzi. Toh, mi sbilancio: la tendenza è cambiata, e questo è un periodo bellissimo per vivere Perugia. Eccessivo? "E poi", continua, "non so mai dove andare a cena..”. Silenzio. Perché questo era e continua ad essere l'unico vero grande tasto dolente dell'intrattenimento cittadino. Passano gli anni e la ristorazione di Perugia rimane ferma al palo: nessuna novità di rilievo, nessun segno di vita. Non conviene, forse. Il personale, le materie prime, i locali, una carta dei vini che abbia un minimo di senso sono cose che costano un sacco. Eh? Non c'è la clientela giusta, dicono. Se non ci si prova non lo si saprà mai, aggiungo però io. "Però il vino mi sembra sempre buono..". Oh, infatti! Questo è un bellissimo periodo per il vino in Umbria. Superate tutte le derive che hanno caratterizzato le produzioni dei primi anni zero sembra essere arrivati ad una sorta di sintesi, un equilibrio tra le parti. E poi c'è fermento, nuove cantine, nuovi vini, denominazioni che si affacciano con convinzione sul mercato. Tutto bene? Così pare, sembra incredibile vero? Tutto questo -e come sempre molto altro- andrà in onda su queste pagine nei mesi a venire. Buon 2015 targato Fast good e PM, di cuore.
1992!
   
Pubblicato in Fast Good
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Jacopo Cossater

Nato in Veneto, appena maggiorenne si trasferisce a Perugia per motivi di studio. È più o meno in quel periodo che si innamora del sangiovese, completa il percorso dell'Associazione Italiana Sommelier ed apre un blog, non necessariamente in quest'ordine. Dopo aver vissuto per troppo tempo a Milano e troppo poco a Stoccolma è tornato in Umbria, dove oggi lavora. Giornalista, collaboratore della guida "I Vini d'Italia" edita da l'Espresso, scrive anche su Enoiche illusioni e Intravino, due dei più popolari wine blog italiani.

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