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Ristorante, questo sconosciuto In evidenza

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Ristorante, questo sconosciuto
Sono quasi le dieci di un normale sabato sera, il ristorante è pieno e tutto sembra procedere come sempre quando all’ingresso si presenta la coppia che aveva prenotato l’unico tavolo ancora libero: “ciao, guarda, a dire la verità non saremmo in due ma in quattro, va bene lo stesso?”.
Il proprietario, dispiaciuto, risponde che no, il piccolo tavolo che aveva previsto per loro non è proprio possibile immaginarlo per due coppie. È a questo punto che, come nulla fosse e tra lo stupore generale, lui se ne esce con un serafico “ah, ok, allora grazie lo stesso, sarà per la prossima volta”.

Era il 2010 quando per la prima volta su queste pagine riportavo un breve vademecum dedicato più ai clienti che ai ristoratori, alcuni punti che avevano molto a che fare con il buonsenso, qualità per molti ma – evidentemente - non per tutti. A distanza di 6 anni sono ancora validissimi.

Le prenotazione, per esempio. Chiamare durante il servizio, nel pieno del pranzo o della cena, per un tavolo per la settimana successiva probabilmente non è un problema, sicuri però di non poter aspettare un momento più tranquillo? Ogni variazione andrebbe poi tempestivamente comunicata, sia si tratti di cambiamento in difetto che in eccesso: organizzare il servizio di un qualsiasi locale, specie nel weekend, ha molto a che fare con Tetris, conoscere con precisione e con un certo anticipo quello che succederà in sala previene (non voluti) eventuali disservizi. In fondo si tratta solo di una telefonata. Lo stesso vale per eventuali ritardi, per esperienza direi per tutti quelli superiori al quarto d’ora o poco più.

I camerieri, sempre siano lodati, stanno lavorando per voi. Età, sesso, provenienza tuttavia non autorizzano alcuna forma di confidenza non richiesta. “Scusi” e “Lei” sono la regola, non l'eccezione. Ogni chiarimento relativo al menu è dovuto, come non dovrebbe mai essere un problema richiedere alcune piccole variazioni in caso di allergie o intolleranze. In eccesso, stravolgere ogni piatto in base ai propri gusti è spesso sinonimo di maleducazione nei confronti della cucina. Certo, quella dell’insalata in Harry ti presento Sally rimane scena adorabile ma la realtà, come sempre, è un po’ diversa.

Ristorante, questo sconosciuto
   
Jacopo Cossater

Nato in Veneto, appena maggiorenne si trasferisce a Perugia per motivi di studio. È più o meno in quel periodo che si innamora del sangiovese, completa il percorso dell'Associazione Italiana Sommelier ed apre un blog, non necessariamente in quest'ordine. Dopo aver vissuto per troppo tempo a Milano e troppo poco a Stoccolma è tornato in Umbria, dove oggi lavora. Giornalista, collaboratore della guida "I Vini d'Italia" edita da l'Espresso, scrive anche su Enoiche illusioni e Intravino, due dei più popolari wine blog italiani.

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