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Dancity Winter, edizione fuori dal comune

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Paolo Sciamanna ci racconta la tre giorni di musica che si è tenuta a Foligno dal 26 al 28 dicembre

Una splendida Foligno addobbata per il Natale ha fatto da cornice all'edizione winter del Dancity Festival; tre giorni di suoni e sperimentazioni compressi nel complesso dell'auditorium di San Domenico. Un'edizione, che nonostante la novità del clima è risultata di altissimo livello.

Ecco il resoconto dei tre eventi clou della manifestazione.



Primo giorno, 26 dicembre, artista di punta Michael Rother

Fondatore dei NEU! e dei Kraftwerk, elemento portante degli Harmonia insieme a... Brian Eno! Una performance straordinaria. Pubblico estremamente coinvolto da una formazione che possiamo definire anomala per lo standard Dancity. Due chitarre e una batteria (gli alambicchi elettronici erano più nascosti, sapientemente maneggiati da Rother). Un'esibizione di circa un'ora e mezza, dove Rother ha ripercorso molti passaggi della sua lunghissima carriera musicale. 

Attivo dai primi anni '70, ha deliziato con un concerto antologico: brani dei NEU! e degli Harmonia, uniti a tracce dei suoi lavori solistici, comprese alcune composizioni del 2019. Passaggi sognanti, musica minimale, la ripetitività come segno stilistico. Del resto è stato uno dei primi a farlo nell'ambito rock, racchiudendo dentro questo termine una miriade di diaspore da attraversare quasi mezzo secolo della nostra storia.

Anche a livello Rother umano si è dimostrato una persona estremamente gradevole, salutando i presenti con qualche parola in italiano e lodando la location mozzafiato. Estremamente gradevole anche come persona. Bello vedere la varietà di pubblico presente: uomini maturi con i capelli bianchi che si facevano autografare copie di dischi dei NEU! insieme a ragazze ventenni che scattavano selfie con Michael. Del resto questo è Dancity, un territorio senza frontiere, né culturali né anagrafiche.


La seconda giornata ha visto come artista di punta i 72 Hours Post Fight 


Quattro giovani musicisti di Varese. Formazione particolarmente fuori standard rispetto a quello che vedevamo su questi palchi una decina di anni fa. Un sassofonista, un batterista, un chitarrista, un "rumorista". Impossibile ingabbiare questa formazione dentro una definizione, un genere, uno stile. La perfetta miscela di "tutto". 

C'era il funky, il jazz, l'improvvisazione, la psichedelica, il rumorismo, la musica concreta di John Cage. Ragazzi giovani ma con un bagaglio musicale ampio e sempre pronti a dar vita a qualcosa di realmente innovativo. Una scoperta, un gruppo da tenere d'occhio, che dal vivo riesce a dare una forma fortemente coinvolgente a quelli che sono i loro lavori in studio.

 

28 dicembre, terzo ed ultimo giorno

Una meravigliosa esibizione di Alessandro Cortini. Un grande nome della musica elettronica italiana e statunitense.

La sua notorietà deriva dal fatto di essere un membro quasi permanente dei Nine Inch Nails, band statunitense di punta nell'universo post-punk, considerata quasi l'inventrice dell'industrial (Trent Reznor, il leader della band, è anche premio Oscar per le musiche del film The Social Network). 

Il suo concerto è stato un momento di grande coinvolgimento interiore, nessun cedimento alle facili casse dritte. Armonie ampie e dilatate, bassi profondi, assenza di facili ammiccamenti alla sperimentazione fine a se stessa, al suono in quanto tale. Il tutto mentre sullo schermo scorrevano bellissimi video in sincrono con la musica.

Una persona anche molto simpatica, scherzosamente nel backstage mi ha detto di non essere un musicista!


Ogni serata è proseguita fino alla mattina, con molti altri artisti di indirizzo DJing. 

Una formula questa ampiamente sperimentata che è riuscita anche in questa versione winter a fondere la musica da ascoltare e da assorbire ai momenti più ludici, dove ci si può muovere a ritmo, si può ballare.

Perché questo è il Dancity, densità e danza che si accavallano, si intrecciano, si fondono e si attraggono.

Chi legge i miei reportage su questa manifestazione sa già qual è il mio punto di vista: è senza dubbio uno dei più importanti eventi a livello nazionale. 

Qui si incontra veramente il futuro.

Dancity design the future.

Dancity Winter, edizione fuori dal comune
   
Pubblicato in Musica