Uso dei cookie

Questo sito non fa uso di cookie per la profilazione in prima persona.
Questo sito fa però uso di cookie tecnici. Questo sito utilizza inoltre embed di codice e servizi esterni. Nell'informativa estesa sono disponibili i link alle terze parti ove negare i cookies dei terzi che possono profilare se attivati dall'utente sul sito del terzo.
Procedendo nella navigazione o cliccando su "Accetto" si acconsente all'uso dei cookie.


Policy Accetto

A+ A- T+ T-

Perugia si toglie il cappello In evidenza

Scritto da 
0
Perugia si toglie il cappello

Limpiccione su Piacere Magazine n.94

PERUGIA SI TOGLIE IL CAPPELLO        

Mi piacerebbe stare all’angolo di una strada molto frequentata, con il cappello in mano, e pregare la gente di buttarmi tutte le ore che hanno sprecato”. Forse il signor Ernesto Truppa farebbe sua questa frase dello storico dell’arte Bernard Berenson, proponendo alla gente di dare lui, anziché le ore, una cifra di 30.000 euro per veder sopravvivere, anche sotto l'altrui gestione, il suo pezzo di buon gusto personale. La Cappelleria Truppa, che in 50 anni, prima in Via Baglioni e poi in Via Bonazzi, ha vestito le teste dell’intellighenzia e delle buone tasche perugine, ma anche straniere, chiuderà i battenti da aprile. Quel 50% (riferito agli sconti) che troneggia sulla vetrina della storica Cappelleria, insieme a un annuncio su un noto portale che offre lavoro, parla chiaro: liquidazione totale per cessata attività. A detta del cappellaio perugino, occorre rendersi conto dei tempi e della crisi economica, di cui l’euro sarebbe il maggior responsabile. E se da un lato è quasi naturale che in tempi di ristrettezze si tagli il superfluo, è anche vero che, probabilmente, in giro non ci sono più neppure tante teste munite di cervelli da proteggere dagli spifferi invernali o dai colpi di sole estivi.





LA VIA LATTEA È IN UMBRIA

Uno su un milione ce la fa. Uno su un milione nasce albino. E quell’albino, anzi, albina, rischia addirittura di finire sulle pagine di MarcaPlus, il principale quotidiano spagnolo di informazione sportiva che ogni giorno viene sfogliato da più di 2 milioni di lettori. Et volià: Marca ha dedicato sei pagine di foto e commenti tecnici a Via Lattea, la cavallina bianca umbra che sta divenendo protagonista della scena internazionale. Il giornalista spagnolo Julio Ocampo, non solo descrive la cavallina come unica al mondo per il suo colore ma, visto l’inizio promettente, la si ritiene una delle migliori promesse del trotto mondiale, essendo a sua volta figlia di due trottatori d’eccezione, Melodiass e Gruccione Jet. Via Lattea è al centro della cronaca nazionale non solo per le due doti ma anche per il suo essere portatrice sana di mistica speranza. L’allevatore proprietario, Sergio Carfagna, è infatti affiancato da Danilo Reverberi, frate francescano e team manager della “Scuderia dei miracoli” (che è anche il titolo del libro edito da Futura Edizioni, realizzato da Giorgio Galvani e Marco Vinicio Guasticchi) e citato anch’esso nel reportage di Julio Ocampo. Il frate sostiene che Via Lattea sia un segno divino di San Francesco, tanto che la polvere luminosa che ha fatto risplendere l’Umbria delle bellezze artistiche ed ambientali sulla stampa interazionale, è stata immortalata sullo sfondo di una pittoresca Assisi. Insomma in Umbria non è più un’offesa dire: “Datti all’ippica!”.


 

DI CHE COLORE È LA SICUREZZA PUBBLICA?

La questione dell’ordine pubblico, dopo il filotto di furti che ha colpito i negozi di corso Vannucci, a Perugia è una patata più bollente che mai. A volte fa comodo delegare la responsabilità al Governo, anzi no, al Prefetto. O meglio, al Sindaco. Chi meglio di un primo cittadino, che dovrebbe conoscere la città, dovrebbe saperne gestire al meglio i punti deboli? A Perugia il sindaco Romizi ha fatto della sicurezza pubblica uno dei cardini della propria campagna elettorale, puntando il dito senza troppi complimenti verso la precedente amministrazione. Così è per certi aspetti buffo e paradossale che gli stessi contenuti usati prima dall'attuale sindaco, vengano ora fatti propri dalla ex maggioranza alla prima occasione. Che l'allarme sicurezza sia tornato a suonare acuto e intenso è una certezza. E forse non ha mai smesso di suonare. Eppure pare farsene portatore soltanto chi, a seconda delle comodità del momento, ha più agio nella sua strumentalizzazione. Si può provare a rispondere di testa o di pancia. La testa eice che con l'avvento della nuova amministrazione qualcosa, soprattutto nella guerra allo spaccio, è cambiato. E che, nei vicoli del centro, questo è un cambiamento percepibile. La pancia dice che ancora non basta, che se ci sono meno spacciatori ma più furti la sicurezza resta un tema drammaticamente attuale. E che andrebbe risolto per andare incontro alle esigenze di tutti, destra e sinistra. In una sola parola: per andare incontro alle esigenze di una città intera.



 

DONCA, SEVERINI VS ALLEGRINI. QUESTIONE DI MAIL

Che l’assonanza tra i cognomi ci sia poco importa. Quello che importa è che la stima tra i due esponenti della “cultura” locale sia ormai svanita. E tutto per colpa del Donca. Si proprio del nostro idioma divenuto qualcosa di più di un modo di essere ‘perugino’, bensì un’accademia vera e propria sotto la giunta Boccali, e che ora sembra essere stata accantonata dalla giunta Romizi. Che il comune sia diventato insensibile al dialetto perugino? Cosa sarà veramente successo non è facile dirlo. Sandro Allegrini, responsabile e ideatore dell’Accademia del Donca, a dicembre sparò a zero sul Comune e assessorato alla cultura comunicando la rottura della collaborazione asserendo che dopo l’approvazione del programma annuale non ci sono state conferme e che il Comune di Perugia era venuto meno alla disponibilità assegnata. Dall’altra parte l’assessore Severini rispose che nessuno aveva mai parlato di interruzione, ma solamente di contenimento dei costi annuali. Ma a febbraio ecco nuove scaramucce. L’assessore Severini, su interrogazione del consigliere PD Mencaroni, ha spiegato che a portare alla rottura totale è stata la proposta dello stesso assessore di abolire la spedizione di 1200 lettere l’anno agli abbonati per sostituirle con mail (che nell'anno del signore 2015 sembra una scelta a dir poco di buon senso), risparmiando così 8.000 euro, senza considerare l’acquisto di volumi da parte del Comune, uno dei tanti benefit che l’Accademia aveva. La Severini ha smentito inoltre eventuali tagli al programma e ha confermato la disponibilità di usare il sito del Comune e Viva Perugia come veicolo. La risposta di Sandro Allegrini ancora non è arrivata e crediamo non arriverà. Perché? Perché di benefici concessi dalla vecchia giunta l’Accademia ne aveva tanti e crediamo che un'associazione di volontariato non dovrebbe chiedere così tanto al Comune. Almeno a livello etico. Perciò, forse, la linea del silenzio è la più dignitosa.

 

BIT, LA REGIONE UMBRIA SCOMPARE

La Borsa Internazionale del Turismo: una tre giorni in cui mettersi in mostra al meglio. Una manifestazione di respiro mondiale che raccoglie intorno a sé gli operatori turistici di tutto il pianeta, un numeroso pubblico di visitatori, appassionati di viaggi, televisioni e stampa. Ma la nostra amata Umbria come ci arriva? Impreparata, o almeno questa è la sensazione. Uno stand misero e spoglio, pochi coraggiosi espositori. E i più se ne andavano prima del terzo giorno, aperto al pubblico. Sembra che molti abbiamo dovuto scegliere se rimanere per gli operatori o per il pubblico, non capendo che entrambi sono fondamentali. Chiaramente la Regione, sbandierava un ottimismo da regime: “Siamo orgogliosi del programma che la nostra Umbria presenta quest’anno alla BIT. Per la nostra Regione questo appuntamento è un’occasione imperdibile per far conoscere a tutti un territorio dalle tante attrazioni. Ci rivolgiamo a chi vuole scoprire e apprezzare luoghi e sapori della tradizione umbra”. Ma forse l'occasione si è rivelata così imperdibile che qualcuno si è perso da qualche altra parte. Qualche curioso passa tra gli stand della Regione e domanda “Ma non c’è nessuno?” No, è chiuso per Fiera.

 

 

POUR PARLER, DAL DIVANO DI CASA A YOUTUBE IL PASSO E’ BREVE

Un divano nel soggiorno di casa, una videocamera, degli ospiti e la voglia di conversare: questi gli ingredienti di un talk show dalla formula molto particolare. Le puntate sono tutte su Youtube, sul canale Giacomo Innowhite, e il conduttore, autore e ideatore è un trentenne di Foligno, Giacomo Innocenzi. Tante persone sono passate su quel divano diventato ormai simbolo indiscusso delle interviste di Giacomo: artisti affermati come Rocco Siffredi, DJ Ralf e il DJ Ricky Morrison, ma anche gente normale come amici, amici di amici, parenti e personaggi noti di Foligno e dell'Umbria. Precise regole scandiscono ogni puntata del talk show. Ogni ospite infatti passa per il divano di Giacomo una volta sola. Inoltre, la ripresa è in diretta, e gli ospiti non devono sapere nulla delle domande, che sono tendenzialmente a carattere esistenziale. Un progetto che nel tempo si è evoluto, grazie anche alle 187 puntate girate e alle 70.000 visualizzazioni. Su YouTube Ora infatti c’è un Pour Parler Stories, dedicato a storie particolari; Pour ParlAir, girato all’aperto; Pour Parler Mobile, con riprese rigorosamente da smartphone; Pour Parler Sfida, con un confronto tra due ospiti e infine, Pour Parler Eyes, dove a venire ripresi sono solo gli occhi dell’ospite, che rimane anonimo, così da poter far domande diverse dal solito. Che oltre lu centru de lu munnu, Foligno diventi anche il centro di Youtube? Non ci resta che aspettare ed augurare in bocca al lupo a Giacomo per il suo progetto così innovativo e interessante!

 

MARÒ(NNA) , UN PERUGINO AMBASCIATORE IN INDIA!

È un perugino purosangue, nato e cresciuto in via Fonti Coperte, il nuovo ambasciatore italiano in India. Lorenzo Angeloni, classe ’58, dal 2 marzo si è ufficialmente insediato nell'ambasciata del paese asiatico. Già ambasciatore in Vietnam, dovrà subito rimboccarsi le maniche e lavorare al difficile caso dei due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, indagati per omicidio e che proprio il 12 marzo vedranno ridiscusso il loro caso davanti al tribunale speciale di New Delhi. Una carriera intensa quella di Angeloni. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Perugia, a partire dal 1985 intraprende la carriera diplomatica. Dal 1987 al 1990 presta servizio alla rappresentanza di Montevideo. In seguito viene nominato Console a Francoforte. Nel 2001 va ad Algeri e nel 2003 passa a Khartoum durante lo scoppio della crisi del Darfour. Rientrato in Italia nel 2008 viene nominato Vice direttore generale per i Paesi dell’Asia, dell’Oceania, del Pacifico e l’Antartide. Il 10 novembre 2010 è stato nominato Ambasciatore d’Italia in Vietnam. Oltre alla carriera diplomatica è anche uno scrittore di politica internazionale e un romanziere. Un bel curriculum. Anche se il finale del romanzo sui marò è ancora tutto da scrivere...




LUFTHANSA, “PROBLEMI TECNICI” FANNO SLITTARE IL VOLO PER MONACO

Accolto come una manna dal cielo, il volo per l’hub internazionale di Monaco, tanto osannato, vede ora una battuta d’arresto. Relativamente breve ma pur sempre uno stop per quello dovrebbe essere il “volano” per rilanciare l’aeroporto San Francesco di Perugia. Infatti il volo prenderà ufficialmente il via il 10 maggio e non i primi di marzo come inizialmente pianificato. Una tegola che non ci voleva dopo l’ennesimo annuncio (e riapprovazione) di qualche giorno fa dell’entrata ufficiale dell’aeroporto perugino tra gli scali di interesse nazionale. Dalla compagnia sembrano glissare spiegando il ritardo con fumose motivazioni di natura “tecnica”, eppure voci ufficiose riferiscono di un numero non adeguato di prenotazioni. Una frenata improvvisa per l’aeroporto che per la fine del 2015 punta a raggiungere e superare i 300mila passeggeri con l’orizzonte dei 400mila e che ha visto un calo di passeggeri nell’ultimo anno rispetto al 2013, anno quest’ultimo in cui si è già provveduto a un aumento di capitale per 1,5 milioni per sanare il buco. Speriamo che aver dato il nome di un santo all’aeroporto, prima o poi riesca a far prendere veramente il volo allo scalo perugino

 

Perugia si toglie il cappello