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Sport ed alimentazione In evidenza

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Come sempre, ma soprattutto durante questo periodo, l’esercizio fisico e lo sport sono importanti, ma devono sottostare ad alcune norme

Il caldo in alcune giornate estive può essere un ostacolo non soltanto per quanto riguarda la “volontà” di svolgere l’attività di allenamento, ma può anche influire in maniera negativa sulla vostra salute. Colpi di calore e cali di pressione sono rischi che è possibile limitare con pochi semplici accorgimenti.

L’esercizio fisico aiuta a tenersi in forma, l’importante però è rispettare i propri limiti e seguire alcune salutari abitudini: tra queste, sono fondamentali quelle alimentari che non vanno mai trascurate, anzi devono essere considerate imprescindibili.

L'attività fisica e la sana e corretta alimentazione, a ragione, sono associate al prendersi cura di sé e al benessere, in quanto aiutano a tenere sotto controllo il saldo calorico e innescano processi enzimatici e ormonali che inducono lo 'star bene'; il binomio vincente, da molti sintetizzato nella parola wellness, fa sì che il nostro organismo aumenti le capacità difensive contro l'aggressione da parte di queste molecole, instaurando una sorta di equilibrio tra la produzione di radicali e la naturale capacità dell'organismo di neutralizzarli.

Uno stile di vita attivo ed un'alimentazione bilanciata sono il vero segreto per una vita più lunga, sicuramente fino a 50 anni ed oltre, e soprattutto migliore dal punto di vista qualitativo. Sono ormai numerose le ricerche che dimostrano l'esistenza di un nesso tra prevenzione, dieta e sport. Per questo, sono in aumento le persone che scelgono di mantenersi in salute con l'alimentazione o con l'attività fisica anziché con i farmaci tradizionali.

Chi fa sport con regolarità e costanza e conduce uno stile di vita attivo (almeno trenta minuti al giorno di attività motoria, anche leggera), può ridurre il rischio di contrarre patologie gravi come il cancro, il diabete e le malattie del cuore. Fare sport ha numerosi effetti benefici sull'organismo; con un'attività fisica costante migliorano le capacità cardiovascolari e circolatorie, diminuisce la pressione arteriosa e aumenta il volume totale del sangue e dell'emoglobina.




Anche l'apparato respiratorio trae giovamento dallo sport, con l'espansione del volume polmonare e l'aumento dell'efficienza ventilatoria dei polmoni. Non dimentichiamo poi gli effetti sul metabolismo, che diventa più veloce e aiuta l'organismo a raggiungere o mantenere più facilmente il normo-peso.

Il nesso sport-salute non riguarda solo il corpo, ma anche la mente. Secondo recenti ricerche, lo sport stimola la produzione di endorfina, ovvero l'ormone della felicità. Non a caso, le persone che fanno regolare attività fisica risultano meno soggette a fenomeni di depressione. Con l'attività fisica persino le facoltà cognitive sono destinate a migliorare; pare infatti che lo sport riduca del 40% il rischio di perdita della memoria, costituendo per questo un efficace presidio nella cura del morbo di Alzheimer. Uno stile di vita sano prevede, oltre allo sport, uno stile alimentare consapevole e ben bilanciato.

Anche l'alimentazione costituisce un valido aiuto nella prevenzione delle malattie. Per trasformare il cibo in nutrimento benefico, bisogna però imparare a scegliere gli alimenti e a dosarli nelle giuste quantità. Quando qualcuno mi riferisce di star seguendo una dieta con “poche calorie” per “perdere peso” e si sta massacrando in intense, ma non mirate sessioni di palestra, provo un senso di vuoto e mi rattristo a pensare che la scienza della nutrizione sia oggi ancora così ferma.

Cosa significa “poche calorie”? Quanto è poco? Esiste un numero valido per tutti? E da dove proverrebbero queste poche calorie? E “perdere peso”? Quale peso? In quanto tempo?

L’ancestrale diatriba che ci apprestiamo a discutere ha come concetto di fondo quello che la stessa quantità di calorie, da qualunque fonte essa provenga (carboidrati, proteine o grassi) avrebbe lo stesso impatto metabolico sull’organismo. Secondo tale assunto, quindi, una condizione di bilancio calorico dovrebbe necessariamente esprimere l’equazione: calorie assunte = calorie bruciate, concetti stantii, vecchi come vecchia è la scienza della nutrizione oggi.

Quante volte, infatti, capita di osservare persone che per dimagrire mangiano da tempo la metà delle calorie necessarie per il proprio metabolismo energetico e nonostante ciò continuano a non perdere un etto? Premetto che non è sbagliato ragionare in termini di calorie, ma solo se queste esprimono una consapevole conoscenza della fonte. Altrimenti, prese come valore a sé stante, non hanno alcun importanza.

Eppure la maggior parte dei nutrizionisti si ostina ancora a contarle e a fornire ai malcapitati pazienti, e soprattutto a sportivi, monotoni schemi dietetici basati unicamente sull’importo calorico degli alimenti.

Inutile star lì a spiegare ai pazienti il concetto di composizione corporea, del rapporto massa magra/massa grassa, dei mitocondri o della leptina, l’unica cosa che conta per loro è perdere peso o mantenere l’ideale peso forma per permettere la prestazione atletica prefissa. Per definizione, una caloria è una semplice unità d’energia: come riportano i testi scolastici, "è l’energia necessaria per elevare di 1°C la temperatura di un kg d’acqua, cioè da 15 a 16°C".

Una caloria alimentare equivale a 1000 calorie, per cui si definisce kilocaloria. Dal punto di vista nutrizionale, se fosse vero che “una caloria è una caloria”, basterebbe semplicemente coprire il fabbisogno calorico giornaliero con quel numero di kcal dall’alimentazione, infischiandosene della fonte.

Se così fosse, significherebbe che per sopperire ad un ipotetico fabbisogno calorico giornaliero medio di 2200 kcal si potrebbero, per assurdo, bere unicamente 3,5 litri di latte e il gioco sarebbe fatto. L’esempio è assurdo, ripeto: tutti sanno che sarebbe una follia.

Ogni macronutriente, infatti, esercita effetti diversi sul metabolismo: sugli ormoni, sull’appetito, sulla glicemia. Basti pensare ai carboidrati e al loro diverso indice glicemico: pasta e riso variano poco se confrontati per gruppi di nutrienti o calorie, ma molto invece se analizzati in base al loro impatto sulla glicemia. La prima legge della termodinamica afferma che l’energia non può essere né creata né distrutta, ma solo trasformata.


Così, l’uomo, essendo come altri esseri viventi un animale “a sangue caldo”, trasforma costantemente l’energia derivante dagli alimenti per produrre calore.

In conclusione possiamo dire che lo sport è come un farmaco: a basse dosi non serve a niente, a dosi eccessive è tossico, a dosi giuste fa bene e diviene a mio avviso un toccasana al momento in cui viene abbinato ad una sana e corretta alimentazione.

Fondamentale per tutti prediligere l’introduzione di alimenti ricchi di antiossidanti, di cereali integrali non raffinati, di frutta e di verdura. Il benessere globale si ottiene riuscendo a prevenire le malattie tipicamente occidentali legate al benessere, evitando il più possibile l’assunzione di carni rosse, di carni conservate, di zuccheri e di bevande zuccherate.

 

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Sport ed alimentazione
   
Giulio Lattanzi

Il dottor Giulio Lattanzi è il titolare della farmacia comunale “Le Fornaci” di Marsciano. Negli anni ha fatto della prevenzione, l’informazione e l’educazione alla salute una vera missione di vita. Cura anche un blog https://farmacialefornaci.wordpress.com/