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L'editoriale n.121

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Cara Whatsapp, in questo 2019 riuscirai a regalarci una funzione per abbandonare i gruppi senza essere sgamati dagli altri membri della chat?

Piacere Magazine entra ufficialmente nel suo quindicesimo anno di vita. E così, da questo numero in poi troverete scritto in gerenza “anno n°15”. Una cosa che soltanto a scriverla mi fa venire i brividi e mi fa anche sentire parecchio vecchio. Sembra ieri la sera in cui al Velvet quattro giovani uniti dalla passione comune per la comunicazione (e per i salti nel buio) lanciarono il primo free press della regione. Era il 21 gennaio 2005. Fra un anno esatto, peraltro, festeggeremo il nostro compleanno in grande stile. E allora lasciateci osservare con emozione e un po' di orgoglio l'avvio di questo quindicesimo anno di vita che ci traghetterà verso un obiettivo inimmaginabile e insperato all'inizio di questa avventura.

Nel frattempo da allora di cose ne sono cambiate parecchie. Perugia, al tempo, era un inespugnabile feudo rosso governato da Locchi I, che di lì a pochi mesi sarebbe diventato Locchi II. Pensare che dieci anni dopo quella roccaforte sarebbe caduta, era molto più difficile da pronosticare della longevità di PM. Il Perugia, allora come oggi, era in serie B. Solo che in mezzo ci sono state retrocessioni, delusioni, fallimenti, i campi della serie D e anche un'agognata resurrezione che ha riportato la squadra nel calcio che conta. E, a proposito di sport, il primo Tricolore per il volley maschile al tempo era solo un miraggio (peraltro accarezzato proprio nel 2005 con la finale scudetto persa per 3-0 contro Treviso). Per inciso: Facebook aveva appena 11 mesi, mentre Twitter e Instagram non erano ancora nati.
Le fatture si inviavano per mail o per posta, senza perdite di tempo e di denaro, senza essere costretti a caricarle su piattaforme malfunzionanti su imposizione dell'Agenzia delle Entrate, senza dover passare più tempo al telefono con il commercialista che con la propria compagna, senza essere stati ancora immolati dalla premiata ditta Padoan-Gentiloni sull'altare sacrificale delle cavie della fatturazione elettronica davanti all'Europa intera. Per inciso, grazie.

Una cosa però non è mutata. Fedele nei secoli alla sua natura di strada più disagiata d'Italia la E45 continua a regalare, insieme a buche e carreggiate interrotte, disservizi a 360 gradi. Ultima perla la chiusura della strada causa cavalcavia malfermo. Cambiare tutto per non cambiare niente: in fondo dal Gattopardo a Piacere Magazine la morale è sempre la stessa.

L'editoriale n.121
   
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Matteo Grandi

A due anni leggeva Proust, parlava perfettamente l'inglese, capiva il francese, citava il latino e sapeva calcolare a mente la radice quadrata di numeri a quattro cifre. Andava al cinema, seppur accompagnato dai genitori, suonava il pianoforte, viaggiava in aereo, scriveva poesie e aveva una fitta corrispondenza epistolare con l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. A sei anni ha battuto la testa cadendo dagli sci. Del bambino prodigio che fu restano l'amore per il cinema, per la scrittura e per le feste natalizie. I segni del tracollo sono invece palesati da un'inutile laurea in legge, da un handicap sociale che lo porta a chiudersi in casa e annullare appuntamenti di qualsiasi genere ogni volta che gioca il Milan e da una serie di contraddizioni croniche la più evidente delle quali è quella di definirsi "di sinistra" sui temi sociali e "di destra" su quelli economici e finanziari. A trent'anni ha battuto di nuovo la testa e ha fondato Piacere. Gli piacerebbe essere considerato un edonista; ma il fatto che sia stata la sofferenza (nel senso di botta in testa) a generare il Piacere (nel senso di magazine) fa di lui un banalissimo masochista.

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