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L'editoriale n.118

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Caro Matteo Salvini, la prossima volta, invece di giurare sul Vangelo, studialo

Difficile annoiarsi in Umbria di questi tempi. E allora ecco che a tenere banco sono le polemiche su Aeroporto e centro storico. Violentissime le prime, in seguito alla cancellazione dei voli garantiti falla compagnia aerea rumena Cobrex, piuttosto strumentali le seconde a margine della decisione dell'Amministrazione di aprire la ZTL 24 ore su 24 fino a piazza Italia che diventerà così un “anello” sempre raggiungibile.

Partiamo dall'aeroporto. Anche perché all'indomani delle rotte cancellate da Cobrex è arrivata anche la notizia dell'annullamento dei voli per Roma che avrebbe dovuto operare la compagnia Aliblue Malta. Le polemiche per la figuraccia sono presto salite a livello di vero e proprio scontro politico. Ma forse occorre la lucidità per tenere distinte le polemiche dai risultati. Perché bisogna anche dare atto all'attuale gestione di aver chiuso il 2017, per la prima volta dopo 5 anni, con un bilancio in attivo. Il problema semmai riguarda altri aspetti. Che nell'ordine sono. La scelta delle compagnie aeree. Dopo lo scotto subito con Fly Volare e Fly Marche era auspicabile orientarsi verso operatori con un peso specifico differente. Secondo problema: i toni. Il  modo sdegnato con cui i vertici dell'aeroporto respingono le accuse al mittente ha un che di sgradevole e presuntuoso che non si addice a chi ricopre tale cariche. Giusto difendere il proprio operato, anche in virtù di numeri oggettivamente positivi, ma sarebbe giusto anche riconoscere i propri errori. Terzo e ultimo problema: gli errori, per l'appunto. Che scoperchiano il vaso di Pandora di strategie umbro-centriche e chiamano in ballo anche la Regione. Per sbloccare l'aeroporto bisogna innanzi tutto capire che non si tratta di un servizio a misura di umbro: lo scalo perugino deve diventare una porta d'accesso all'Umbria e pertanto deve avere i turisti come target principale. I voli Ryanair per Londra funzionano per questo motivo. In secondo luogo la Regione dovrebbe iniziare a investire somme molto consistenti sulle compagnie aeree, definendo strategico il comparto turistico, per portare nuovi visitatori in Umbria, magari stringendo rapporti e legami forti con i tour operator. Il resto sono polemiche buone per qualche titolo sui giornali.

E veniamo allla ZTL: la nuova apertura ha soprattutto il sapore di un segnale psicologico. Far arrivare alla città il messaggio che il centro è accessibile. Chi si attacca al numero dei parcheggi e ad altre polemiche pretestuose o finge di non capire o si sente il padrone dell'acropoli (vedi molti residenti). E invece il centro è di tutti. E ha bisogno di gente che lo frequenti, in primis per dare linfa agli eroici commercianti che continuano a credere e investire su questa parte di città.

Eppure, forse, una soluzione per appianare ogni polemica ci sarebbe. Facciamo atterrare aerei pieni di turisti in piazza Italia e chi s'è visto, s'è visto.
L'editoriale n.118
   
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Matteo Grandi

A due anni leggeva Proust, parlava perfettamente l'inglese, capiva il francese, citava il latino e sapeva calcolare a mente la radice quadrata di numeri a quattro cifre. Andava al cinema, seppur accompagnato dai genitori, suonava il pianoforte, viaggiava in aereo, scriveva poesie e aveva una fitta corrispondenza epistolare con l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. A sei anni ha battuto la testa cadendo dagli sci. Del bambino prodigio che fu restano l'amore per il cinema, per la scrittura e per le feste natalizie. I segni del tracollo sono invece palesati da un'inutile laurea in legge, da un handicap sociale che lo porta a chiudersi in casa e annullare appuntamenti di qualsiasi genere ogni volta che gioca il Milan e da una serie di contraddizioni croniche la più evidente delle quali è quella di definirsi "di sinistra" sui temi sociali e "di destra" su quelli economici e finanziari. A trent'anni ha battuto di nuovo la testa e ha fondato Piacere. Gli piacerebbe essere considerato un edonista; ma il fatto che sia stata la sofferenza (nel senso di botta in testa) a generare il Piacere (nel senso di magazine) fa di lui un banalissimo masochista.