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L'editoriale n.108

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L'editoriale n.108

E ora che il 90% dell'arsenale nucleare del pianeta è in mano a Trump, Putin e Kim Jong-un, la terra, commossa, ringrazia l'umanità

Il 2016 è stato un anno nero: le stragi di Bruxelles e Nizza, la scomparsa di giganti come David Bowie, Umberto Eco, Mohammed Alì, Dario Fo, Gene Wilder, Anna Marchesini, Michael Cimino, Bud Spencer, Giorgio Albertazzi, Prince, Marco Pannella, Paolo Poli, Ettore Scola, Leonard Cohen, Umberto Veronesi hanno impoverito l'umanità (e il Belpaese) oltre ogni ragionevole immaginazione.

Eppure l'immagine che ci resterà per sempre impressa negli occhi, stampata sull'anima nera di questo 2016 come un indelebile marchio a fuoco, sarà quella delle rovine della Basilica di San Benedetto a Norcia qualche istante dopo il terremoto del 30 ottobre. Un'immagine che per noi umbri è una coltellata al cuore ogni volta che ci ripassa sotto agli occhi, che sia sul web o in televisione. Ma forse è anche un'immagine dalla quale ripartire.

A voler cogliere nella tragedia un segno positivo, possiamo attaccarci alla facciata della Basilica, rimasta miracolosamente intatta nonostante il crollo. Non è molto, considerando il dramma che intere famiglie di sfollati stanno vivendo, considerando gli enormi danni al commercio e all'economia di un intero territorio, considerando che una perla come Castelluccio di Norcia è ridotta a un cumulo di macerie. Non è molto, appunto. Ma è tutto quello che abbiamo per pensare positivo. E un elemento che ti permetta di appoggiare sul futuro lo sguardo della speranza, in momenti come questo, ha un valore incalcolabile.

A noi, nel frattempo, resta la consolazione del Natale. Quest'anno, per esempio, l'Anas in collaborazione con il Comune di Perugia, inaugura le luminarie di Natale a basso consumo energetico sulla tangenziale: una decina di chilometri ininterrotti di lucine rosse e bianche da Ponte San Giovanni a Olmo, alimentati direttamente dai fanali delle auto in coda.

Quanto a voi, bambini, non preoccupatevi se sotto l'Albero la mattina del 25 dicembre non troverete i regali. Probabilmente Babbo Natale è soltanto rimasto bloccato nel traffico sotto la galleria di Piscille insieme alle vostre mamme e ai vostri papà. Merry Christmas!

 

L'editoriale n.108
   
Matteo Grandi

A due anni leggeva Proust, parlava perfettamente l'inglese, capiva il francese, citava il latino e sapeva calcolare a mente la radice quadrata di numeri a quattro cifre. Andava al cinema, seppur accompagnato dai genitori, suonava il pianoforte, viaggiava in aereo, scriveva poesie e aveva una fitta corrispondenza epistolare con l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. A sei anni ha battuto la testa cadendo dagli sci. Del bambino prodigio che fu restano l'amore per il cinema, per la scrittura e per le feste natalizie. I segni del tracollo sono invece palesati da un'inutile laurea in legge, da un handicap sociale che lo porta a chiudersi in casa e annullare appuntamenti di qualsiasi genere ogni volta che gioca il Milan e da una serie di contraddizioni croniche la più evidente delle quali è quella di definirsi "di sinistra" sui temi sociali e "di destra" su quelli economici e finanziari. A trent'anni ha battuto di nuovo la testa e ha fondato Piacere. Gli piacerebbe essere considerato un edonista; ma il fatto che sia stata la sofferenza (nel senso di botta in testa) a generare il Piacere (nel senso di magazine) fa di lui un banalissimo masochista.