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L'editoriale n.150

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Sarà l'effetto aeroporto, ma l'Umbria ha preso letteralmente il volo

Ci siamo. L'Umbria adesso ha definitivamente preso il volo. Con la tratta Perugia-Milano che da fine marzo collega tutti i giorni Perugia con la Lombardia (dal lunedì al venerdì su Orio al Serio, il sabato e la domenica su Linate) l'aeroporto di Sant'Egidio dopo fa il definitivo salto di qualità dopo che i numeri record ne avevano già sancito il salto di quantità.

Un'ottima notizia (sia Bergamo che Milano possono fungere anche da hub per raggiungere altre numerose mete in Europa, Nord-Africa e Medio Oriente) che aiuta la nostra regione e sentirsi sempre più collegata con il resto del mondo. In attesa, certo, che anche il trasporto su rotaia faccia il definitivo step in avanti. E da questo punto di vista chi è solito spostarsi per lavoro sa quanto preziosa sarebbe la fermata dell'Alta Velocità Medio-Etruria, la soluzione ideale per collegare la nostra regione con il Nord ma anche per collegare più agevolmen­te il nord dell'Umbria con Roma. Staremo alla finestra in attesa di auspicabili sviluppi positivi.

Vola come di consueto anche il volley maschile, con la Sir Perugia che, dopo essersi laureata per il secondo anno di fila campione del mondo, è ora alle prese con la semifinale dei playoff, cullando il sogno della Superlega. Ma a volare è anche il volley femminile con la Bartoccini Fortinfissi Perugia che si è prima aggiudicata la Coppa Italia femminile di A2 per poi ricon­quistarsi il posto in A1 perso l'anno scorso, dopo una cavalcata epica.

Volano i nostri canali social che nell'ultimo anno hanno avuto un incremento organico di follower del 60%. Una piccola grande im­presa che ci sta regalando enormi soddisfazioni.

Volano tutti tranne le dichiarazioni dei redditi di una serie di super-in­fluencer per i quali ai numeri vertiginosi sui social corrispondo­no guadagni davvero "miseri". Così miseri che la Guardia di Finanza di Bologna mettendo al setaccio le attività online con i redditi dichia­rati ha portato alla luce un giro di evasione pari a 12 milioni di euro.

È l'Italia, bellezza.

L'editoriale n.150
   
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Matteo Grandi

A due anni leggeva Proust, parlava perfettamente l'inglese, capiva il francese, citava il latino e sapeva calcolare a mente la radice quadrata di numeri a quattro cifre. Andava al cinema, seppur accompagnato dai genitori, suonava il pianoforte, viaggiava in aereo, scriveva poesie e aveva una fitta corrispondenza epistolare con l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. A sei anni ha battuto la testa cadendo dagli sci. Del bambino prodigio che fu restano l'amore per il cinema, per la scrittura e per le feste natalizie. I segni del tracollo sono invece palesati da un'inutile laurea in legge, da un handicap sociale che lo porta a chiudersi in casa e annullare appuntamenti di qualsiasi genere ogni volta che gioca il Milan e da una serie di contraddizioni croniche la più evidente delle quali è quella di definirsi "di sinistra" sui temi sociali e "di destra" su quelli economici e finanziari. A trent'anni ha battuto di nuovo la testa e ha fondato Piacere. Gli piacerebbe essere considerato un edonista; ma il fatto che sia stata la sofferenza (nel senso di botta in testa) a generare il Piacere (nel senso di magazine) fa di lui un banalissimo masochista.