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Artemisia il Musical

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Artemisia il Musical
Uno spettacolo sulla donna simbolo dell'emancipazione femminile

Il 22 marzo al Lyrick di Assisi andrà in scena Artemisia il musical e noi abbiamo incontrato la protagonista Eleonora Lombardo, che veste i panni della storica pittrice e il regista Enrico Zuddas.

Eleonora chi è Artemisia Gentileschi?

La prima donna che è riuscita ad affermarsi come pittrice. Una vera rivoluzionaria! Figlia del pittore Orazio Gentileschi, sin da bambina coltiva l’amore per la pittura e il padre stesso la incoraggia e le insegna le tecniche. Viene aggredita da Agostino Tassi, pittore notissimo dell’epoca e amico di famiglia, il quale per rimediare al disonore le promette di sposarla. Ma lui in realtà era già sposato e in più aveva una relazione con la sorella della moglie: insomma un uomo del tutto fidato!! Orazio accusa il Tassi e lo affronta in un processo (per lo stupro o per altri interessi professionali tra i due pittori? la cosa non è chiara) ed è Artemisia nuovamente a scontarla: pur di dimostrare la sua innocenza si sottopone alla tortura dello schiacciamento dei pollici, pericolosissima per una pittrice. Pur avendo vinto il processo, Artemisia ne esce disonorata ed è costretta a un matrimonio "riparatore" con Pierantonio Stiattesi e a trasferirsi a Firenze. Qui entrerà a contatto con i Medici e verrà ammessa nell’Accademia delle Arti e del Disegno, la prima donna a ricevere questo onore!

Chi è invece Eleonora Lombardo?

Devo ancora capirlo.. Sono una ragazza del mio tempo... Determinata ma con le incertezze dettate dall’abisso tra i sogni e la possibilità di realizzarli. Una ragazza che sogna ma rimanendo con i piedi piantati a terra. Sono nata e cresciuta in una famiglia di commercianti a Foligno e fin da piccola mi sono dedicata alla danza, intrattenendo il vicinato con spettacoli estivi autogestiti, cantando e raccontando barzellette. Fino a che non ho scoperto per puro caso una forma d’arte chiamata musical, grazie a un corso, Musicalonstage, dove uno dei docenti era proprio Enrico Zuddas! Ho stravolto i miei piani, la mia vita e quella dei miei genitori! Ho superato la selezione per la BSMT di Bologna, prestigiosa scuola di musical in Italia dove ho maturato e perfezionato le discipline del canto, della danza e della recitazione. Subito dopo il diploma, ho lavorato in Biancaneve il musical come ensemble e cover Biancaneve e ho girato in tournée per tutto il 2012/2013 calcando i palcoscenici di numerosi teatri, dal Metropolitan di Catania al Creberg di Bergamo, dal Teatro Civico a La Spezia al Gran Teatro a Roma. Dopodiché ho lavorato come ensemble in Fantafavole show, family show della compagnia teatrale Fantateatro di Bologna, e ho avuto l’onore e il piacere di collaborare con artisti quali Max Gazzè, Paola Turci, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Giobbe Covatta. Altra produzione professionale cui ho preso parte nel ruolo della protagonista Sonia, al fianco di Riccardo Fogli, è Ladies (amv production), nello scorso 2014. Attualmente sono al secondo anno del corso di laurea in Economia del turismo, tengo laboratori di teatro in piccole scuole nell’hinterland bolognese e quindi mi rimando al principio della risposta...

Perché un musical sulla storia di Artemisia?

Perché è un personaggio un po’ dimenticato o meglio... Ammettiamolo, un po’ sconosciuto ed invece è degno della nostra attenzione! Nel suo piccolo Artemisia ha contribuito alla lotta per la parità dei diritti, in un mondo così particolare come l’arte.

Che cos’è l’arte per Artemisia?

L’arte per Artemisia è semplicemente... la sua vita. Mai ha pensato di allontanarsene, nemmeno dopo la violenza, la tortura, la discriminazione da parte della società. Anzi.. nel momento più drammatico della sua vita, l’arte è stata per lei un’ancora di salvezza, la chiave per superare il blocco causatole dallo stupro prima e dal processo poi.

Che cos’è l’arte per te?

L’arte per me è un canale magico, dotato di un immenso potere! Riesce a parlare direttamente al cuore delle persone ma anche a divertire e a intrattenerle! Che sia poesia o musica, pittura, architettura o balletto.

Che cosa voleva dire essere donna nel 1600 (epoca in cui è ambientata la storia) e cosa vuol dire essere donna nel 2015?

Essere donna nel Seicento significava avere come unica prospettiva quella di diventare una buona moglie, l’unica alternativa era il convento. Se si riteneva che una donna possedesse una conoscenza superiore a quella "concessa", veniva condannata al rogo, torturata, accusata di stregoneria. Nella nostra epoca si sono raggiunti degli obiettivi preziosi, come la parità dei diritti. Ma essere donna è comunque ancora difficile, perché le donne sono ancora vittime di violazioni anche gravi dei loro diritti: si pensi ad alcuni paesi come l’Iran dove per legge una donna non può diventare magistrato o ingegnere; in Arabia la donna non può guidare la macchina né tantomeno la bicicletta. Per non pensare poi al delitto d’onore e alla lapidazione ancora in vigore in molte, troppe nazioni. Certo, in occidente è diverso... Una donna, per legge, gode di un’assoluta parità, ma in realtà... le violazioni ci sono comunque e sono quindi ancora più subdole! Si pensi al mondo del lavoro, della politica. Quante donne sono ai vertici? Alle violenze fisiche e sessuali troppo poco denunciate.
Insomma.. Le leggi cambiano, ma molto spesso le mentalità e i retaggi culturali sono più forti e radicati.

Sei emozionata per il debutto nazionale al Teatro Lyrick di Assisi il prossimo 22 Marzo?

Tantissimo!! E per una serie di motivi: per il ruolo, per un verso molto impegnativo ma dall’altro lato stimolante e intrigante; per il progetto di Artemisia, in cui credo fermamente, che vede uno staff fortissimo e affiatato; per la mia prima volta al teatro Lyrick di Assisi! Proprio perché ho mosso i primi passi con produzioni professionali fuori dall’Umbria, esibirmi nella mia terra è un’emozione speciale!

Quali sono i tuoi progetti futuri Eleonora?

II mio progetto costante è quello di continuare a cibarmi di teatro in qualsiasi modo, continuando a studiare, a lavorarvi come performer ma anche come educatrice nei laboratori per bambini e ragazzi. E in più fare anche altro, magari laurearmi, viaggiare.. arricchire il mio bagaglio personale che per una insaziabile come me, non sarà mai ricco abbastanza!

 

Due chiacchiere con il regista Enrico Zuddas


 

Innanzitutto chi è Enrico Zuddas? Qual è la tua formazione e il tuo percorso artistico?

Sono cagliaritano ma vivo a Perugia dal 1985. Sono laureato in Lettere classiche e insegno italiano e latino al liceo. Mi sono avvicinato al teatro musicale piuttosto tardi, verso la fine degli anni ’90, quando ancora la moda del musical non era arrivata in Italia ed era difficilissimo reperire dei materiali. Per questo la mia formazione non è stata convenzionale: ho frequentato tanti corsi e masterclass a Londra e in giro per l’Italia: in particolare vorrei ricordare “Musical Week”, che si tiene ogni anno a Borgo Spante vicino a Orvieto, che ho cominciato a frequentare come allievo per poi divenire uno degli insegnanti. E poi ho assistito tanti spettacoli in ogni parte del mondo, in Inghilterra e in Germania, a Broadway e perfino in Australia: non si può salire su un palco senza essere stati prima tra il pubblico.

In questi anni ho interpretato e diretto diversi musical nel panorama regionale. Quello a cui sono più legato è “Aida” di Elton John, di cui ho curato la prima versione in lingua italiana, avendo come protagonisti due dei più importanti interpreti del musical italiano, Francesca Taverni e Antonello Angiolillo (il protagonista di “Francesco il musical”).

 

L’idea di un musical sulla Gentileschi è stata tua? Che cosa ti ha ispirato della sua figura?

A dire il vero la prima volta che il team creativo si è riunito per selezionare il soggetto di un musical inedito sull’emancipazione femminile, l’unica mano alzata a votare contro Artemisia è stata la mia! Una storia così drammatica, ambientata nel Seicento, con protagonista una pittrice, non mi sembrava il soggetto adatto: la cooperativa Mondo Musica voleva produrre un musical in grande stile, e mi sembrava che mancassero gli ingredienti giusti. E invece la vicenda di Artemisia Gentileschi si è rivelata piena di spunti ancora attuali: questa donna che ha avuto il coraggio di superare un atto di violenza ed è riuscita a farsi strada in un mondo pensato solamente per gli uomini può davvero ispirare tante persone. Certo, dal punto di vista della scrittura, trovare momenti coreografici è stata una sfida, ma credo che ci siamo riusciti: ci sono due incredibili showstopper, un numero ambientato nella bottega di Agostino Tassi in cui pittori e modelle ballano il tip tap, e una sequenza tutta ballata in cui Artemisia dipinge il suo capolavoro, “Giuditta e Oloferne”. Del resto abbiamo la fortuna di avere come coreografia Katherine Whittard, che è stata nel cast di “Cats” a Londra! Scrivere un musical inedito non è semplice, ma se ci siamo riusciti è anche grazie alla sinergia che è nata con i due autori, Marco Rosati e Lucia Di Bella, che mi hanno sopportato in tutti in questi mesi!

 

Come hai scelto i protagonisti del musical?

Le prime audizioni sono avvenute nel giugno del 2014, con performer provenienti da tutta Italia. Quanto al casting dell’ensemble e dei ruoli minori, abbiamo preferito rinunciare a interpreti professionisti e utilizzare giovani talenti locali. In corso d’opera si sono aggiunte alcune ragazze del Gruppo Teatro del Liceo Properzio di Assisi, dove insegno. Del resto il nostro scopo non è solo quello di mettere in piedi uno spettacolo, ma anche di svolgere un’attività di formazione. Ci lamentiamo spesso della cattiva qualità di quello che si vede a teatro, ma si deve partire dalla scuola! Ecco, al regista si sostituisce il professore… è più forte di me!

 

Dopo la prima nazionale al Lyrick il 22 Marzo, è prevista una tournée in tutta Italia?

Lo speriamo, ma ovviamente al momento il nostro obiettivo è la risposta del pubblico di Assisi. Abbiamo già fatto una versione in concerto, con un’orchestra di 27 elementi, a novembre a Gubbio, che ha riscosso molti consensi. Ma è solo con la messa in scena integrale che si può capire se un musical funziona.

 

So che siete stati ammessi nella finale dei 7 migliori musical italiani inediti del 2015 al concorso nazionale Primo! Raccontaci un po’.

PRIMO è un concorso per musical inediti che vede nella giuria personalità importanti del panorama nazionale fra cui Saverio Marconi, fondatore della Compagnia della Rancia. Quando ho proposto di partecipare l’ho fatto per confrontarci con delle realtà importanti e per testare la validità del nostro lavoro con persone che il musical lo conoscono a fondo e lo praticano. Ci abbiamo messo tutte le nostre forze ed essere selezionati tra i finalisti è già un risultato grandissimo per una piccola realtà come la nostra! Molti dei musical concorrenti celebrano le donne: “Beatrice Cenci” (contemporanea di Artemisia), “Violet” (che tentò di assassinare Mussolini), “Georgie” (il famoso cartone giapponese). Noi incrociamo le dita!!

 

Progetti per il futuro?

Ogni volta dico che sarà l’ultima, perché non ho più l’età!! In questa occasione conciliare l’impegno dedicato ad Artemisia con il mio lavoro principale è stato veramente difficile. Ma il teatro crea dipendenza… per cui chissà!

 

 

Artemisia il musical sarà in scena al Teatro Lyrick di Assisi domenica 22 marzo alle ore 22. I biglietti (costo 25, 20, 12 euro) sono in vendita presso tutte le rivendite autorizzate del circuito Ticketitalia.

Per informazioni: 339 3643920.

Artemisia il Musical
   
Claudia Alfonso

30 anni ma non li sente, lotta contro il tempo perché in realtà non vuole invecchiare. Quasi laureata. A volte recita. Ama il divano. Barese. Amante delle cime di rapa. Infinitamente curiosa. Con uno sguardo non ben definito sul futuro. Ma speranzosa e piena di fede.