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Si o no? In evidenza

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Si o no?
Questo è dilemma degli ultimi tempi. Voti si o voti no? Renzi si, Renzi No? Più che un dilemma parlerei di un problema e negli ultimi tempi i problemi sono dietro ogni angolo.
No, non parlo di Times Square, ma dell’angolo di casa mia. Praticamente torni da Perugia dopo un paio di settimane e come svolti l’angolo di Largo delle More, ti ritrovi in una piazza di spaccio che in confronto la stazione di Fontivegge sembra una comune hippy. Allora di corsa tiri fuori Ennio da un’aiuola, perché non si sa mai che ci trovasse nascosto qualcosa che non è suo, e cambi strada pensando che Corso Vecchio è pur sempre una garanzia. Una garanzia, si. Una vera miniera d’oro: per i cinesi, s’intende. E mentre raccogli una cacca di Ennio tra tante cacche di non Ennio, pensi: che disgraziati quegli amministratori che non hanno il tempo di mettere il naso fuori dagli uffici di potere. Quegli amministratori che pur uscendo non hanno la voglia di alzare gli occhi a guardare in faccia la città che dalle loro azioni dipende. Peccato perché vedrebbero il nulla, ma pesterebbero molte merde. E alzando gli occhi al cielo, maledicendo il padrone che non ha fatto il suo dovere, forse scorgerebbero una città allo sbando, vuota delle loro idee, dei loro sguardi lucidi e lungimiranti. Una città che si sballa visto che non può ballare. E quando parlo di ballare non parlo del terremoto, perché nella conca non si sgretola nulla e anche se si danneggiasse qualcosa, Terni è già stata ricostruita e qui non esistono né storia né arte da salvare. Piuttosto esiste… Esiste… Che cosa esiste veramente a Terni? Esistono una giunta comunale e una politica cittadina? Esistono un’identità, un teatro, un palazzetto dello sport o una manifestazione diversa da quella che si svolge in ogni occasione in cui viene paventata la chiusura delle acciaierie? Esiste un sogno che non sia la Ternana ancora in serie B o quello di una raccolta differenziata che funzioni? La risposta è no. Disgraziatamente no.

 

Si o no?
   
Chiara Silvestri

Curiosa per natura, inquieta per congiuntura astrale, amante delle arti per passione, si dedica all’esplorazione suburbana e alla coltivazione di libere opinioni. A un anno iniziava a parlare, a 12 parlava poco e scriveva su un diario segreto, a 37 anni parla troppo e scrive persino sui muri...

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