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Le quattro corsie In evidenza

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Le quattro corsie
Ve sarà capitato anche ta voaltre de pià le quattro corsie, armané bloccati e tirà fora i peggio improperi che la coscenza ve permette. V è capitato, sì o no? Ecco, anche ta noaltre e più de na volta; ma dato che emo mparato a nun facce scoraggià, adé v arcontamo come è gita a finì la prima diménca de caldo vero che c’è stata st anno.
I Perugini se sa, quann è caldo nvece de gì a fa le vasche al Corso, vonno al Lago a pià mpò de sole e a lamentasse che l acqua del Lago è trubbla, che fa senso e quasi quasi era mejo esse giti a Fano, no, ma che sté a dì, anche a Fano l acqua è marrone e pù tocca fà du ore de machina, mejo sta tuquì e risparambià la benzina!

E cussì quil giorno emo deciso de gì a Torricella ntla spiaggia dua gimme da cinine. A qui tempi era n avventura perché le quattro corsie finivno a Piscille e pù evi da gì su pla Pallotta, giù pla stazzione e doppo te toccava fà tutta Via Cortonese e attraversà Ferro de Cavallo, Olmo, Ellera, Taverne de Corciano, Bacanella, Magione, Montecolognola, ma da lassù te se apriva l paradiso!

Alora, l altra diménca c’erme preparate per benino, ncol costume novo, la crema per nun abrugiasse, la borza frigorifero ncle pagnottine e la macedonia. Erme n quinta quanno eqqte, dopo la galleria de San Faustino ncumincia la fila! Na paralisi quanto era lenta! Doppo n ora ancora erme poco più nlà de Olmo. De sto passo si giva bene al Lago c arivamme che era ora de argì. N più se scoppiava dal caldo e l sudore sottobraccio c’eva fatto la gora. Quann ecco che ce viene l illuminazzione: da lontano se vedeva la scritta del Quasar, dua da freghe gimme a ballà. Quasar. Mejo l aria condizzionata del centro commerciale che sta a murì de caldo ntle quattro corsie drent a la machina.

Meno male che l uscita de Corciano nun era lontano!

Solo che l idea nostra ce l eva uta qualcun altro ncó e l parcheggio era pieno. Ė a quel punto che c’è nuta la seconda pensata: davanti a l OBI c’era n esposizzione de sdraie, lettini e ombrelloni che Riccione n confronto nun è gnente. Belli, comodi, a l ombra e tirava anche na mulichina d aria. Ditto e fatto: ce semo date na guardata, emo tirato fora i teli, l emo missi sopra i lettini più comodi, emo aperto la borza e emo fatto l nostro picche nicche. Da lontano se vedevono le file dle machine e ce pareva de sentì la gente dentro che smadonnava e noaltre nvece stemme come pascià! Nissuno c’ha ditto gnente: qualcuno passava e ce guardava. Chissà, avronno pensato che facemme parte dl allestimento!

Mai perdese d animo, dete reta ta le vostre affezzionate

 

Peppa (e Ginetta) Paccola

Le quattro corsie
   
Le Sorelle Paccola

Anna Maria Ortica nasce in Germania, cresce bilingue e apprende dai genitori perugini le prime regole del "donca". Dal 1973 vive a Perugia e ormai non potrebbe più fare a meno delle sue salite e dei suoi scorci. Appassionata di letteratura e di arte, dopo incursioni nel marketing e nel turismo, è approdata all'insegnamento dell'Inglese in un liceo della sua città. Ha pubblicato i suoi primi libri LE SORELLE PACCOLA e I TRIBBLI DLE SORELLE PACCOLA inaspettatamente in perugino, perché, come è solita dire, "le lingue bisogna saperle tutte".

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