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J omi secondo le Sorelle Paqqla In evidenza

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J omi secondo le Sorelle Paqqla
Pla ricorrenza dl 8 marzo pe na volta nun volemo parlà de donne ma de OMI!

N tutta la nostra carriera de zitelle emo avuto a che fà ncon omi de tutti i tipi e modestia a parte, c’emo na certa esperienza: mammoni, che cercono una che je mantiene tutti i vizzi che j hon dato le mamme; vedovi, che pretendono de fatte esse la fotocopia dla defunta moje; freghi giovni che penzno che siccome tu ormai sè passata de stagione, je la dè senza pretende gnente, anzi, l è da ringrazzià nco; donnaioli, sarìa a dì quilli che se vojono divertì e basta e che noaltre emo arbatisato “quilli che cercon ruqla”. I donnaioli enno specializzati ntle fughe e i casi per solito en due: si per caso la “ruqla” nun la trovno, dopo l primo aperitivo col cavolo che t archiamono! Spariscono a la svelta come l lepre!! Ma qualche volta spariscono anche quanno la “ruqla” l hon trovata perché ta loro je piace de asaggialla de tutt i tipi e nun s’acontentono de magnanne una sola. Nsomma, valli a fermà si sè bona!

E per finì l elenco, tocca mentovà na categoria molto speciale: quilla di omi sposati! Manco se pol dì quanti omi sposati, rispettabili padri de famija che la dimenca vonno a la messa, c’hon provto ncon me e la Ginetta.

Avocati, dottori, clienti dlo studio dua lavoro, mariti dle donne che vonno a fasse i capelli da Gisberto: c’è na fila che nun finisce più. L più dle volte j omi sposati te dicon che ncla loro moje ormai en “come fratello e sorella” oppure t arcontono la trappla che loro se vojon separà e che è la moje che nun è d accordo.

Ma dicete mpò, ta che volete cojonà? L sapete che ve dice la Peppa de Paqqla che de ste cose se n entende? Tuquì le cose en due: anche si dicete male dle vostre moje, la loro covina ve piace, oppure, dal momento che c’ete qualche quadrino da parte, c’ete paura che ncla separazzione la vostra moje v li splucca ben bene. Nun è vero? Lassate gì e nun nite tanto a piagne ncon noaltre.

Na volta n cliente dlo studio, ncla scusa de nvitamme a pià n tè, m ha portato ntol su ufficio, ha chiuso la porta a chiave e m ha misso la mani adosso. Fortuna che io sò grossa: j ho ditto che si nun apriva subito je devo n calcio dua l sentiva mejo e l arcontavo ta la su moje. Tutto quisto, mica perché sò na santa. No, è che primo nun me piaceva e secondo, l eva fatto a tradimento. Tu, omo, sposato o no, me l è da fà capì nchi dovuti modi, m è da fà la pelarella e dopo ncon calma, sò io a decide! Tu, omo, l è da smette de zompamme adosso come me vede. Anche perché, come dice sempre la Sandrina, ce vole na certa classe, sinnò quille de via Settevalli ce denunciono per concorrenza sleale!


Le vostre affezzionate,

Peppa (e Ginetta) Paqqla

 

P.S. Nun ce regalate le mimose...semo allergiche!!!

J omi secondo le Sorelle Paqqla
   
Le Sorelle Paccola

Anna Maria Ortica nasce in Germania, cresce bilingue e apprende dai genitori perugini le prime regole del "donca". Dal 1973 vive a Perugia e ormai non potrebbe più fare a meno delle sue salite e dei suoi scorci. Appassionata di letteratura e di arte, dopo incursioni nel marketing e nel turismo, è approdata all'insegnamento dell'Inglese in un liceo della sua città. Ha pubblicato i suoi primi libri LE SORELLE PACCOLA e I TRIBBLI DLE SORELLE PACCOLA inaspettatamente in perugino, perché, come è solita dire, "le lingue bisogna saperle tutte".

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