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#Incursioni e Raffaello In evidenza

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Due splendidi percorsi espositivi al museo di Palazzo Baldeschi al corso
Varcando il portone d’ingresso del museo di Palazzo Baldeschi al Corso, con i suoi magnifici dipinti ed affreschi, ci si ritrova in un luogo in cui l’arte, indiscussa protagonista, ha il privilegio di abitare ogni spazio. Solo questo basterebbe per visitarlo. Ma oltre alla sua straordinaria ed intrinseca bellezza, Palazzo Baldeschi offre la possibilità di visitare due percorsi espositivi altrettanto straordinari che si snodano tra i vari piani: la nuova mostra “#Incursioni, un dialogo fra le opere della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia” e “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”.

Aperta fino al 14 novembre 2021 la mostra #Incursioni, presenta una selezione di 20 opere provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in dialogo con quelle delle raccolte d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio, che si compongono di oltre 1000 prestigiose opere esposte permanentemente presso il Palazzo.



Le scelte espositive operate per #Incursioni intendono sottolineare i rapporti fra le opere e gli artisti presenti nelle due collezioni e la varietà dei generi pittorici, con la possibilità di mostrare al pubblico dipinti conservati nei depositi della Galleria Nazionale dell’Umbria o disegni che di solito non sono esposti per esigenze conservative. La rassegna, curata da Carla Scagliosi, conservatrice delle raccolte moderne e contemporanee del museo perugino, è un’occasione per poter fruire in parte del patrimonio della GNU durante la sua chiusura per i lavori di riallestimento. Si possono ammirare opere di grandi maestri come Pietro da Cortona, Valentin de Boulogne, Giovanni Antonio Scaramuccia, Gian Domenico Cerrini e Gian Lorenzo Bernini. Il fil rouge è quello di un focus, nella direzione già avviata dagli studi dedicati alla pittura del XVII e del XVIII secolo in Umbria e da alcune recenti esposizioni, su alcuni aspetti e protagonisti della pittura del Seicento, con alcuni sconfinamenti nel Settecento e nel Barocco romano.

Continua poi la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, nata dalla collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, prorogata fino al 3 ottobre 2021 per consentire a cittadini e turisti di poterla visitare, immergendosi in un percorso adatto a grandi e piccoli appassionati.
La mostra è divisa in due sezioni. La prima, a cura del Professor Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte, ricostruisce l’universo pittorico di Raffaello animando alcune sale del palazzo con effetti multimediali che riproducono le prestigiosissime opere che appartengono alla sua attività umbra, nel periodo compreso tra il 1500 e il 1504-1505. Parte di questo suggestivo racconto si focalizzerà anche su materiali archivistici che parlano di Raffaello e del suo rapporto con l’Umbria in mostra grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche, guidata da Giovanna Giubbini e dell’Archivio di Stato di Perugia.
La seconda sezione, dal sottotitolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” è realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci, con il coordinamento di Giovanni Manuali, conservatore dei Beni dell’Accademia. Si articola in quattro parti tematiche e cronologiche che mostrano e dimostrano come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa.