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Dorico Calzature, quando lo stile è al passo con i tempi In evidenza

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Alla scoperta dello storico store perugino, che guarda al futuro tra avventure social e novità di tendenza
Un nome che nel perugino è da decenni sinonimo di ricercatezza delle linee ed eccellenza dei prodotti. Dorico, storica boutique di calzature e accessori di Ponte San Giovanni, non dimentica la propria tradizione di attività familiare, ma è decisamente proiettato verso il futuro anche nell’affrontare le sfide del presente. Grande impulso quindi al versante digital, dal nuovo sito di e-commerce ai social, utilizzati in modo fresco, diretto e sempre aggiornato.

«Nostro padre ha aperto il negozio nel 1961», racconta Silvia Capuccella che, con i fratelli Fabio e Laura ha ereditato l’attività di famiglia. «E siamo da sempre un punto di riferimento per chi cerca scarpe di qualità e vuole restare al passo con le ultime tendenze in fatto di stile».



Il vostro radicamento sul territorio e il legame con la storia di famiglia non vi impedisce comunque di avere un’attitudine dinamica, soprattutto nel far fronte alle sfide dalla pandemia…
«Abbiamo visto nella pandemia, con tutte le criticità che ci hanno messo alla prova, u’occasione per trasformarci in qualcosa di dinamico, fresco, diverso. L’allontanamento fisico delle persone dai negozi – che nella prima fase, un anno fa, è stato totale – ci ha messo di fronte alla necessità di trovare modi innovativi e originali di restare in contatto con i clienti. Sia di coltivare il rapporto con quelli più affezionati, sia di intercettare un potenziale nuovo pubblico».

È in quel momento che vi siete lanciati nell’avventura online? Da una parte, creando l’e-commerce; dall’altra, intraprendendo un’attività social intensa e creativa…
«Il sito di e-commerce www.doricocalzature.it è stato creato a novembre, ma avevamo già iniziato a sondare questo nuovo modo di raggiungere i clienti. Dopo la prima ondata, in cui abbiamo sperimentato una distanza drastica dal cliente, abbiamo iniziato ad avvicinarci al mondo dei social, prima di tutto tramite Instagram. Abbiamo subito capito che era fondamentale utilizzare quello che era uno dei pochi mezzi disponibili al momento – grazie a foto e stories – per contattare i clienti abituali e per attirare l’attenzione dei nuovi».


E ti sei messa in gioco in prima persona, diventando quasi un’influencer della zona!

«Io per prima mi sono avvicinata al mondo dei social con titubanza e timidezza. Dovevo entrare in un universo tutto nuovo e a 50 anni non è stato semplice creare un linguaggio che fosse adatto sia alla vecchia che alla nuova clientela. Ma sono riuscita a trovare una chiave per entrare in questa dimensione e ormai ricevo tanti feedback positivi anche dai giovani. Ogni giorno “ci metto la faccia” con le stories, perché mi diverto tantissimo e sono convinta che sia anche un mezzo per ridare vitalità alla nostra attività di commercianti: non è solo un canale per avvicinare il cliente, ma è anche per noi un modo diverso di vivere il negozio. Nelle stories che creo tutti i giorni, non cerco solo di veicolare la singola vendita, ma di far conoscere il nostro mondo: illustro i prodotti certo, ma mostro anche altri lati dell’attività, il “backstage” diciamo, dai campionari alle consegne a domicilio, fino ai pacchi che preparo per gli ordini online. Cerco di far vedere cos’è la nostra vita, trasmettendo il nostro impegno e il nostro entusiasmo. Il pubblico apprezza molto: credo che consideri questi 15 secondi un’occasione per staccare dalla quotidianità e godersi un po’ di bellezza. E così il rapporto con la gente continua a regalarmi tanti stimoli!»




Una costante ricerca di novità che si esprime anche nel progetto che state per lanciare. Puoi anticipare qualcosa?
«Durante questa fase di stallo, anche io ho avuto molto tempo per tuffarmi nel mondo dei social e osservare gli altri account. Voglio dire che non ho inventato nulla, ho solo cercato di intercettare una tendenza dell’estate che credo prenderà piede. Tutto è iniziato quando ho provato a fare una collana per me e l’ho costruita da sola. Un piccolo gesto che mi ha dato una sensazione di libertà difficile da descrivere: come se fosse una finestra che si spalanca sul futuro. Poi, parlandone con i miei fratelli, abbiamo deciso di mettere in piedi una piccola produzione. E abbiamo scelto il nome della linea: “Per partire”. Perché, innanzitutto, è solo l’inizio di un progetto molto più ampio. Ma anche per partire in senso metaforico, staccare dalla difficile contingenza storica che stiamo vivendo grazie a un oggetto allegro e colorato, che rappresenta una piccola fuga dalla quotidianità. E per partire fisicamente, perché auguro a tutti quelli che indosseranno la collana di poter finalmente partire per un vero viaggio. Personalmente, vedo tanti significati in questa collana e spero che chi la porterà potrà provare le stesse sensazioni: partire con la fantasia, con dei progetti nuovi, dando vita alle proprie aspirazioni e trovando coraggio. Come un amuleto magico, un piccolo oggetto per risollevarsi da questa situazione».

Puoi darci qualche dettaglio in più sui prodotti della linea?
«La versione basic riporta la scritta “Per partire”, ma ognuno potrà personalizzarla con il proprio nome. Tutte le collane avranno un ciondolo con una conchiglia – perché io amo il mare in modo assoluto – e un areo, come simbolo di libertà».