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Il futuro dell'auto è ibrido In evidenza

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Gabriele Palomba ci spiega la differenza fra Mild Hybrid e Full Hybrid

HONDA RISCRIVE LE REGOLE DELLA TECNOLOGIA IBRIDA

In un momento in cui l’ibrido è sulla bocca di tutti e mentre è ormai evidente che il futuro prossimo della mobilità sia hybrd abbiamo deciso di approfondire l’argomento con Gabriele Palomba, della concessionaria Honda di Perugia che insieme alla casa madre incarna sempre di più il concetto di mobilità green e all’avanguardia. E in questa fase è importante capire e orientarsi, comprendendo le differenze e le peculiarità delle automobili caratterizzate da questa tecnologia.


Gabriele, partiamo dalle differenze fra una Mild Hybrid e una Full Hybrid: puoi spiegarci con parole semplici in che cosa consistono?

Negli ultimi mesi, l’attenzione del mercato automobilistico si è spostata rapidamente verso tecnologie a minor impatto ambientale, e, tra tutte, quella che sta monopolizzando il palcoscenico è sicuramente quella ibrida. Questa grande accelerazione verso il futuro della mobilità ha portato le case automobilistiche a lanciare sul mercato una grande quantità di vetture dichiarate “ibride” ma con una tecnologia molto semplificata rispetto alle due leader di questo speciale mercato Honda e Toyota.


E questo ci porta al cuore della nostra domanda...
Esatto. La presenza di due diverse tenologie (Mild e Full Hybrid), non sempre spiegate in maniera chiara dalle case automobilistiche, sta creando una enorme confusione nella percezione dei clienti, che non riescono a comprendere a pieno il reale vantaggio sia ecologico che economico dell’una o dell’altra....



E questi in che cosa consistono?

Le vetture Mild Hybrid sono quelle dotate di una tecnologia più semplice, nelle quali, il motore termico aziona un alternatore “rinforzato” che genera energia elettrica, accumulata in piccole batterie agli ioni di litio (generalmente da 12, 24 o 48 Volt), non capace però di dare trazione al veicolo ma solo di supporto al motore termico in fase di accensione ed accelerazione. Con questi motori si riesce ad ottenere un piccolissimo risparmio nei consumi, valutabile nella scala di un 10-15%. Le vetture Full Hybrid al contrario, accumulano energia elettrica in grandi batterie (circa 300 Volt) e sfruttano un potente motore elettrico, applicato in parallelo o in serie al motore termico, capace di dar trazione alla vettura anche in modalità totalmente elettrica. Questa tecnologia risulta quindi essere molto più ecologica ed economica dell’altra in quanto, per molti tratti, le vetture riescono a circolare ad emissioni e consumo zero.


Honda come si sta muovendo in questo senso?
Honda, uno dei due leader nel settore ibrido, dal 1997 sta affinando la tecnica in modo da garantire ai consumatori vetture sempre all’avanguardia. Con l’uscita di CR-V e Jazz ha riscritto la teconologia ibrida per l’ennesima volta. È l’unico produttore ad applicare il motore elettrico in serie con quello termico, che, in questo caso, non è più dedicato alla trazione della vettura ma alla generazione di corrente elettrica. Si può quindi affermare che, le nostre vetture non sono più “auto a benzina, con un motore elettrico di supporto”, ma bensì “auto elettriche, con un generatore di corrente a benzina”.


Veniamo infine a un tema molto caro a chi guarda al mondo delle auto: quello economico: gli econtincentivi statali ci sono ancora?

Sì, la nostra Honda Jazz e Honda Crosstar con i loro bassi consumi di CO2, inferiori a 90 mg, rientrano negli Ecobonus statali. E con rottamazione lo stato riconosce 1.750,00 euro senza 1.000 euro più lo sconto del Concessionario pari a € 2.000+ IVA.

Pubblicato in PM TopNews
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