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Federico Montecchiani, compositore di gusto In evidenza

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Da Todi ad Abu Dhabi passando per Roma, Milano, Malta, Sidney e Dublino

Testo: Isabella Zaffarami Brano: “L’estasi dell’oro” - Ennio Morricone





LA SUA CUCINA HA CONQUISTATO ENNIO MORRICONE, MA ANCHE MOLTI ALTRI CELEBRI MUSICISTI, ATTORI, CAPI DI STATO E SPORTIVI


Sono due i piatti che hanno contrassegnato in modo particolare la vita di Federico Montecchiani. Il primo è quello delle origini, che richiama le tavole italiane dei giorni di festa: si tratta del pollo fritto che preparava sua nonna, “non un pollo fritto qualsiasi, ma una pietanza che richiede almeno due giorni di preparazione e che ti fa letteralmente piangere dalla gioia”. L’altro è il suo “L’estasi dell’oro”, pensato e preparato per Ennio Morricone: un raviolo dorato di pasta all’uovo e zafferano con ripieno di crème di risotto allo zafferano. Un piatto con cui ha conquistato la stima e l’affetto del celebre compositore che è stato più volte ospite dell’Intercontinental di Dublino, dove lavorava il giovane chef, e che ha anche personalmente invitato Federico e sua moglie ad assistere in prima fila a uno dei suoi concerti. 



Federico Montecchiani
, tuderte, classe 1987, è in grado di combinare sapori e materie prime con una sapienza e una naturalità davvero sorprendenti. Ad attestarlo è anche il suo curriculum che, tra le esperienze più significative, riporta la Sidney Opera House, il Four Seasons di Milano, il già menzionato InterContinental di Dublino – dove c’è stata una parte fondamentale della sua crescita professionale, in un ambiente lavorativo diventato ben presto una seconda famiglia - e un’esperienza di un anno come Head Chef presso Microsoft. Proprio il periodo in Microsoft è stato il più stimolante per lo chef umbro: “Ero ai vertici di un sistema che contava 5 ristoranti di altissimo livello, 25 chef e 2mila persone al giorno per le quali preparare colazione e pranzo. 



 

Ha 33 anni e lavora come Italian Chef al Four Seasons di Abu Dhabi, ma nel curriculum ha, tra l’altro, l’InterContinental di Dublino e un’esperienza da Head Chef presso Microsoft





Ho seguito il progetto dall’inizio, occupandomi anche dell’inaugurazione: dar vita e portare avanti una struttura simile è stato davvero complesso, ma è stato anche molto bello ed estremamente eccitante. In quel periodo ho imparato moltissimo. Ogni 15 giorni cambiavamo tipo di cucina e ospitavamo uno chef esperto per dar vita a piatti e sperimentazioni. Siamo passati dalla cucina giapponese a quella indiana, dalla cinese alla tailandese fino alla messicana e ancora molto altro”.


E di tutte qual è il tipo di cucina che ti entusiasma di più?

Amo ogni categoria culinaria e mi piace ancora e sempre di più la ricerca e l’esplorazione di nuovi sapori e di nuove ricette, anche per quanto riguarda la cucina italiana, che è così vasta e meravigliosa che non si finisce mai di scoprirla. Fondamentale per me è creare piatti in grado di regalare emozioni sia a chi li prepara che, ovviamente, a chi li mangia. 


Dopo Microsoft, circa due anni fa, sei tornato a lavorare per Four Seasons, ma questa volta ad Abu Dhabi: avresti immaginato una simile carriera?

Sì ho ricevuto un’offerta importante ed ho accettato. Ai tempi della scuola – sono diplomato all’Istituto Alberghiero di Spoleto – sicuramente non avrei mai immaginato niente del genere, oggi sono molto soddisfatto di essere arrivato dove sono, anche se, forse per il mio carattere e per il mio modo di essere, vorrei sempre poter fare di più e meglio. 



A parte Morricone per quali personaggi famosi ti è capitato di cucinare?

Tantissimi, per citarne alcuni: Monica Bellucci, Donatella Versace, Bruce Springsteen, i Blink-182, Lady Gaga, Robbie Williams.

 


E ti è capitato di ricevere richieste assurde dai clienti? Se sì quali?

Una richiesta molto impegnativa è stata proprio da parte di Morricone che nel corso di un soggiorno di 4 giornate ha voluto 8 diversi menù con caratteristiche particolari anche dal punto di vista dell’apporto calorico e addirittura dei colori presenti nei piatti: complesso, ma stimolante. Molto peggio quando qualcuno mi ha chiesto il pollo con gamberi e porcini o il parmigiano sul filetto di salmone (ride).


Hai solo 33 anni: cosa vuoi fare da grande?

Continuare a coltivare le mie passioni, in particolare il trekking e la montagna. Il mio sogno, da molto tempo, è anche quello di aprire un ristorante in Italia con il mio migliore amico: spero che un giorno avremo le risorse e la forza per farlo.

 

Pubblicato in PM TopNews
Isabella Zaffarami

Moglie e mamma, prova a fare anche la giornalista. Molto curiosa, abbastanza coraggiosa e un po’ capricciosa. È spesso in ritardo, ma solo perché odia aspettare. Ama il giallo, le margherite, il mare e il tiramisù. Un tempo amava dormire fino a tardi, oggi ama andare a letto presto. Ama la sua città, Todi. Ama le parole, quelle già scritte e quelle ancora da scrivere.