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Itinerari di Pasqua, dritte e consigli per vivere davvero una happy easter

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Around... Montefalco, Bevagna & Torgiano. Alla scoperta dei luoghi pieni di storia e dai sapori unici

BEVAGNA & MONTEFALCO

A passeggio tra architettura, storia, paesaggio e sapori unici, con una puntatina in Valnerina 

1Chi è in visita a Bevagna non può non passare e fare una sosta nella medievale e bellissima PIAZZA SILVESTRI, la principale piazza cittadina che ospita architetture particolarmente interessanti come il Palazzo dei Consoli e le chiese di San Silvestro e di San Michele, oltre alla fontana monumentale. 

2Bevagna sfoggia ancora, bellissime, le sue mura medievali caratterizzate da torri e porte tra le quali PORTA CANNARA, imponente e molto ben conservata.

3Arriviamo a Montefalco dove non possiamo non ammirare la PIAZZA DEL COMUNE, dalla caratteristica forma quasi perfettamente circolare e suggestivamente incorniciata da architetture storiche in particolare il Palazzo comunale, l’ex chiesa di San Filippo Neri - oggi teatro - e l’oratorio di Santa Maria.

4Il nome di Montefalco è molto spesso associato a quello di Benozzo Gozzoli conosciuto e apprezzato pittore italiano del 1400 fortemente legato alla cittadina umbra. È lui infatti l’autore di alcune opere che si trovano all’interno della Pieve di San Fortunato e degli affreschi della chiesa di San Francesco, in particolare de LE STORIE DELLA VITA DI SAN FRANCESCO.

5A caratterizzare in modo importante l’identità di Montefalco è anche, senza dubbio, il suo Sagrantino, vino DOCG da assaggiare assolutamente, ma anche da “scoprire” visitando le cantine e passeggiando tra i tanti, bellissimi VIGNETI che disegnano il suo territorio.

6Ma per assaporare l’Umbria fino in fondo, ai suoi vini pregiati va abbinato uno dei suoi prodotti tipici per eccellenza: il TARTUFO NERO. E per gustare quello più autentico è d’obbligo una tappa in Valnerina.



ZA’FARAN BISTROT 

Gastronomia, vineria, cocktail bar: un luogo che delizia e sorprende, immerso tra le meraviglie della Valnerina



Alternativo e moderno ma all’interno di una residenza storica, ricerca l’innovazione ma guarda alla tradizione, sperimenta ma utilizzando solo materie prime locali. L’identità di Za’Faran Bistrot si manifesta nella sovrapposizione di due anime quasi opposte tra di loro, ma il risultato è senza dubbio di grande successo. 

Il locale si trova a Cascia all’interno di un palazzo del 1600 recentemente ristrutturato e messo in sicurezza e che è uscito indenne anche dal terremoto. Il titolare e gestore Stefano Nardi, con il coraggio e l’ostinazione di chi è sicuro della bontà delle proprie idee e dei propri progetti, ha quindi inaugurato a dicembre 2016. E ha fatto centro perché l’attività è diventata un punto di riferimento per i turisti, ma richiama anche clienti da tutta l’Umbria proprio perché la sua proposta è davvero unica e particolare.
La cucina innanzitutto è di alto livello e anche se punta a sperimentare lo fa impiegando solo materie prime della zona ricercate e selezionate tra i migliori produttori locali. Si punta in particolare sulle carni e sui formaggi, in primis quelli della Valnerina, e un’attenzione speciale viene dedicata allo zafferano, ovviamente solo quello di Cascia - a cui tra l’altro ci si è ispirati per la scelta del nome - utilizzato per preparare ottimi primi, ma anche originali cocktail. Sì perché Za’Faran Bistrot è anche cocktail bar e si avvale di un barman esperto, Luigi D’Agostino, per serate alternative e dal gusto forte. Si tratta insomma del locale giusto per il pranzo, per la cena, per il dopo cena e non solo: piacciono tanto infatti anche le sue proposte di aperitivo, tra sfiziosa gastronomia e un’attenta selezione di vini e bollicine. Mancherebbe quindi solo la colazione, ma per Pasqua arriva anche quella: la mattina di domenica da Za’Faran sarà possibile gustare infatti i sapori più autentici della tradizionale colazione pasquale, tra affettati, torta al formaggio, uova sode e del buon vino. 

E anche il pranzo, nelle giornate di Pasqua e Pasquetta, prevedrà un menù speciale a tema, ma sempre con delle rivisitazioni in chiave moderna e alternativa: come antipasto salumi di Cascia accompagnati da pizza al formaggio e carciofi fritti, tagliolini al tartufo nero di Norcia per primo, il secondo sarà un carré di agnello confit con patate novelle al forno e infine il dolce: tiramisù con crema allo zafferano rosso di Cascia.

Per info:

ZA’FARAN BISTROT

Piazza Garibaldi – Cascia
333 1254797
FB: zafaranbistrot




TORGIANO

Alla scoperta della città del vino, passando per Ponte San Giovanni e Brufa 


1Iniziamo il nostro tour di Torgiano e dintorni partendo da un luogo di interesse storico che si trova leggermente più a nord rispetto al territorio cittadino e in particolare in località Ponte San Giovanni: l’IPOGEO DEI VOLUMNI. Si tratta di una vera e propria chicca di archeologia conosciuta in tutto il mondo: una sepoltura scavata in profondità nel terreno e articolata in più ambienti, con il compito di ospitare preziose urne cinerarie. Il sepolcro fa parte della vasta necropoli etrusca del Palazzone costituita da quasi duecento tombe.

2Spostandoci verso sud, prima di arrivare al centro di Torgiano, non possiamo non dedicare una tappa alla frazione di Brufa, nota in particolare per il suo PARCO DELLE SCULTURE, un vero e proprio museo en plein air nato dal progetto “Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte”: dal 1987 ogni anno uno scultore dona una propria opera. Il risultato, in continua evoluzione, è un’originale e armoniosa combinazione di natura, paesaggio urbano e arte contemporanea.

3TORRE BAGLIONI è l’emblema della città, risale al XIII secolo e si trova, a testimonianza dell’antico castello medievale, all’esterno della cinta muraria, appena fuori dal paese.

4Reperti archeologici, antichi macchinari e vere e proprie opere d’arte compongono il MUVIT - MUSEO DEL VINO DI TORGIANO e permettono di ripercorrere i 5.000 anni di storia dell’enologia. Il museo è ospitato dall’antico palazzo Graziani-Baglioni, è stato inaugurato nel 1974 e conta ben venti ambienti espositivi.

5Realizzato all’interno di un antico frantoio, il MOO - MUSEO DELL’OLIVO E DELL’OLIO ospita reperti e opere artistiche che raccontano la storia di un prodotto che caratterizza fortemente, insieme al vino, il territorio di Torgiano.

6Non si può visitare Torgiano senza assaggiare un calice di vino e in particolare del TORGIANO ROSSO RISERVA, pregiata DOCG, ideale da abbinare ad una fetta di bruschetta o alla gustosissima torta al formaggio tipica della zona e preparata soprattutto nel periodo di Pasqua.



ALLA VECCHIA FORNACE

Il ristorante-trattoria che rispolvera le ricette della nonna