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Red moments: vi racconto la mia prima volta In evidenza

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La prima volta che ho donato sangue è stato nel 2014. Mia nonna aveva bisogno di trasfusioni frequenti, ma arrivata l’estate la disponibilità di sangue ha iniziato a diminuire e i tempi tra una trasfusione e l’altra a farsi sempre più lunghi.

Per mia nonna quel sangue era vita così come lo è per tanti anziani, bambini e persone di ogni età con particolari patologie o in seguito a incidenti o a interventi chirurgici.

L’unica cosa che potevo fare in quel mo- mento era donare il mio sangue. Non a lei, perché le donazioni in favore di qualcuno non sono possibili, ma comunque a qual- cuno che ne avesse bisogno. Quella mia prima donazione quindi non ha fatto la differenza per mia nonna - il cui fabbisogno alla fine è stato sempre rispettato perché il sistema trasfusionale italiano è efficiente e punta a non lasciare indietro nessuno - ma l’ha fatta per me. Sono entrata per la prima volta in un’unità di raccolta sangue sentendomi la Giovanna d’Arco di noialtri: un’eroina destinata al martirio certamente da santificare. Quando sono uscita ero nello stato d’animo di qualcuno che ha appena ricevuto un trattamento benessere, un cospicuo bonifico e una gustosa colazione. La colazione la offrono davvero, il resto è quella sensazione che si ha dopo aver fatto qualcosa di buono.

Donare sangue è importante, oggi più che mai. In Umbria le donazioni sono in calo ormai da qualche anno e la pandemia non ha di certo aiutato a invertire la tendenza. Tanto che, a fine gennaio scorso, l’Avis regionale ha lanciato un appello a istituzioni e cittadini facendo sapere che “le disponibilità sono inferiori alle soglie minime indicate dai servizi ospedalieri e diverse volte siamo in situazioni di evidente carenza”. La maggior parte delle persone può donare sangue: basta avere tra i 18 e i 65 anni, un peso non inferiore ai 50 kg e un buono stato di salute. Io - circa 60 kg con valori di ferro e pressione non alle stelle - dopo ogni donazione non sono stata bene, sono stata meglio. La salute del donatore tra l’altro viene monitorata grazie ai controlli eseguiti gratuitamente sul suo sangue pri- ma di ogni donazione.

Fatevi un regalo, andate a donare.

Red moments: vi racconto la mia prima volta
   
Isabella Zaffarami

Moglie e mamma, prova a fare anche la giornalista. Molto curiosa, abbastanza coraggiosa e un po’ capricciosa. È spesso in ritardo, ma solo perché odia aspettare. Ama il giallo, le margherite, il mare e il tiramisù. Un tempo amava dormire fino a tardi, oggi ama andare a letto presto. Ama la sua città, Todi. Ama le parole, quelle già scritte e quelle ancora da scrivere.

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