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Il caso Saluzzi: Mother of God In evidenza

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Il caso Saluzzi: Mother of God

Nota vignetta o 'meme' che nel gergo della rete esprime forte stupore e sbigottimento

L’altro giorno Paola Saluzzi, giornalista di Sky, ha dato dell’imbecille a Fernando Alonso in un tweet, diciamo uno di quelli da sfogo personale. Una di quelle cose che in tv non direbbe mai, ma nei social sembrerebbe di sì.
Alonso, che evidentemente su queste cose è sensibile, per ripicca si è negato alle telecamere di Sky, e il risultato è che la Saluzzi (che comunque si è scusata) è stata sospesa dall’emittente.

Quante cose si potrebbero dire su questa vicenda? Troppe.
Ad esempio, perché la Saluzzi viene sospesa da Sky, ma l’onorevole Gasparri non viene anche solo richiamato dal Parlamento? Una popolare giornalista che insulta gente via Twitter sarà meno grave di un senatore (vicepresidente del Senato) che lo fa regolarmente, tanto da essere diventato un cliché.
Ma forse pretendo troppo dall’onorevole Gasparri.
E anche dal Parlamento.

Oggi nella vicenda è entrato anche Massimo Gramellini, che nella sua rubrica “Buongiorno” da La Stampa osserva che l’educazione ormai è una questione di business: la Saluzzi, volto di Sky, deve usare bene i suoi social non per questioni di buone maniere, ma più che altro per non ledere gli interessi dell’azienda per cui lavora.
Sarà un mondo cinico, ma la cosa ha senso. Una giornalista che sa gestire il bon ton in televisione, cioè che sa reprimere la voglia di insultare la gente in diretta, riuscirà a farlo anche sui social, dove c’è il mondo che ti osserva e tutti aspettano un tuo passo falso per saltare addosso a te, e all'azienda che rappresenti.
Ma forse pretendo troppo dalla Saluzzi.
E anche da Gramellini.

Perché nel suo pezzo, a un certo punto, leggo una frase che mi fa capire il nocciolo del problema, e sinceramente stavo meglio prima, quando non lo avevo capito: “gli ha dato dell'imbecille su Twitter, non in televisione”.
Per la Saluzzi e per Gramellini, due professionisti dell’informazione italiana, insultare qualcuno su Twitter è meno grave che farlo in tv.
Come se in tv tutti ti vedessero, e su Twitter invece no.

Provo un certo imbarazzo a spiegarlo, ma evidentemente c'è bisogno di spiegarlo: se sei un personaggio pubblico e lavori in televisione, su Twitter devi scrivere le cose esattamente come le diresti in televisione. Non c’è differenza.
E lo stesso vale per una pagina Facebook, per Instagram, per Google+, per Periscope, per qualunque social coso arriverà in futuro: non sono organi televisivi, ma sono comunque tutti canali dai quali ‘trasmettiamo’ mettendoci la faccia, il nome, il cognome e la reputazione.
I social sono finestre sul mondo, e attraverso di esse il mondo ci guarda. Esattamente come una diretta tv.

Posso capire che questa sia una legge non scritta, che magari nel contratto della Saluzzi non sia specificato, e che a un giornalista della vecchia guardia (bravissimo, rispettabilissimo, stimatissimo) come Gramellini queste sottigliezze possano sfuggire.
Però è così.

Il caso Saluzzi: Mother of God
   
Dio

Il Signore Iddio Onnipotente, fondatore e CEO dell'Universo. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c'è scritto Signore