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Il libro di Valentino Mercati e Stefano Benvenuti

Le piante infestanti sopravvivono e con­vivono con noi da migliaia di anni. E no­nostante tutti gli sforzi che facciamo per liberarcene persistono e ci insegnano verità tanto istruttive quanto scomode. Una verità scomoda è che, negli ultimi decenni, la pro­liferazione di queste piante a danno delle coltivazioni è stata contrastata con mezzi tremendamente nocivi all’ambiente, come i pesticidi; un’altra è lo svelamento della prospettiva antropocentrica – di pretesa uni­laterale di dominio sulla natura - che ha por­tato all’impiego smodato di pesticidi e OGM.




Le piante infestanti però proliferano, perché hanno trovato un equilibrio con l’ambiente di cui sono parte integrante e, per quanto bizzarro possa sembrare, studiarle chiama in causa temi di cruciale importanza per il futuro del Pianeta e per il bene comune.

Grazie agli studi e alle analisi del Prof. Ste­fano Benvenuti, esperto in materia e autore di oltre 200 articoli scientifici, in questo li­bro sono riportate numerose riflessioni ed esempi. Alcune fra le pratiche colturali che sono emerse in questi decenni di ricerca e che sono riportate nel volume sono quelle della “falsa semina”, la valutazione qualita­tiva e quantitativa del “magazzino” di semi presenti nel sottosuolo in tempi passati e le tecniche di lavorazione del terreno. Tutte attività che richiedono sì una conoscenza approfondita dell’agroecosistema, ma che portano a una maggiore vitalità dei suoli e una maggiore produttività escludendo l’uti­lizzo di sostanze chimiche.


"Se pensiamo alle erbe infestanti come a un nemico da combattere

ne usciremo sicuramente sconfitti, mentre se cerchiamo di
conoscerle potremo anche avvalerci del loro contributo per raggiungere
l’equilibrio biologico fra l’uomo e il resto del vivente"
Cav. Valentino Mercati


Il volume, corredato da immagini, è inoltre arricchito da uno studio approfondito del caso paradigmatico di Aboca, azienda fondata nel 1978 da Valentino Mercati e specializzata nella produzione di integratori alimentari e dispositivi medici a base di sostanze vegetali. Il progetto di Aboca ha ricercato la propria fattibilià imprenditoriale
in due ambiti: quello delle piante medicinali e quello dei processi agricoli biologici, vale a dire i processi che non prevedevano l’uso di sostanze chimiche. Alla fine degli anni ’70 questi temi, oggi generalmente condivisi, erano già conosciuti e stavano alla base dei Verdi Europei e delle prime aziende che, come Aboca, si posizionavano nell’ambito del settore bio-tech (che all’epoca non si occupava di modificazioni genetiche di biologia artificiale come gli OGM). L’esperienza del sistema agricolo di Aboca, presentata in modo dettagliato nel libro, dimostra che non solo è possibile coltivare grandi superfici e ottenere una materia prima biologica di eccellenza, per quantità e qualità, ma anche che le erbe infestanti possono essere studiate e controllate per portare benefici al suolo e alle colture.

Il controllo delle erbe infestanti nei processi agricoli - sostiene Valentino Mercati - non può essere limitato alla ricerca di sostanze sostitutive dei diserbanti chimici e/o delle sementi geneticamente modificate allo scopo; è necessario intervenire su tutti i processi relativi alla vita e alla crescita delle piante. Ad esempio, si può intervenire sulla velocità di germinazione dei singoli semi in competizione fra loro, sapendo come e quando potrebbero germinare i semi infestanti presenti da tempo nei terreni. Se pensiamo alle erbe infestanti come a un nemico da combattere ne usciremo sicuramente sconfitti, mentre se cerchiamo di conoscerle potremo anche avvalerci del loro contributo per raggiungere l’equilibrio biologico fra l’uomo e il resto del vivente”.