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Animali fantastici e dove trovarli…

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Perugia, una fauna inaspettata… a cura di Gran Tour Perugia

Il titolo di questa caccia al tesoro si ispira alla saga fantasy di J K. Rowling per andare alla scoperta degli animali fantastici che fanno bella mostra di sé nei palazzi e nelle vie di Perugia. 



TESTO – Elisa Giulietti
        BRANO – Un altro Mondo – Tanani feat. Marracash


Gli animali fantastici che troveremo in questo percorso sono tantissimi e il più delle volte gli passiamo vicino ignari della loro presenza che incombe sulla nostra città. 

Iniziamo il nostro racconto dall’animale fantastico per eccellenza in cui la città si identifica e che campeggia praticamente ovunque, nei palazzi del potere civile ma anche nelle nostre case private, è il simbolo della nostra squadra di calcio, addirittura lo si trova sulle buste del latte: il Grifo, animale alato mitologico fantastico dalla testa di uccello e dal corpo di leone. Ma come mai il grifo è il simbolo di Perugia? La leggenda narra che un grifone imperversasse nella nostra regione e che Perugia e Narni coalizzate lo sconfissero. A Perugia toccò il corpo, Narni si accaparrò il vello. Il grifone che prendiamo ad esempio è quello che campeggia in piazza IV Novembre, sopra il portale della Sala dei Notari accanto al Leone

In realtà queste due sculture bronzee sono delle copie, quelle originali si trovano all’interno dell’atrio del Palazzo dei Priori e sono il primo esempio di fusione a tutto tondo del Medioevo, dopo l’abbandono di questa tecnica scultorea dal periodo classico.
Accanto al grifo campeggia un leone: è considerato il re degli animali, ed è molto diffuso nell’araldica. Nella simbologia medievale, nel Grifo e nel Leone, si scorge la duplice natura umana e divina di Cristo. Ricollegandosi all’antichità̀, il Leone esprime vigore e rinnovamento, alludendo alla resurrezione di Cristo e alla vita eterna. Col significato di prudenza e temperanza sorveglia i portali delle Cattedrali. Ha funzione antitetica rispetto al drago, che è raffigurato come forza del male e che ritroveremo durante la nostra caccia. 




Proseguiamo rimanendo sempre in Piazza IV Novembre, è rivolgendo l’attenzione verso un altro simbolo della città, uno degli esempi più fulgidi di scultura medievale: la Fontana Maggiore, il simbolo della potenza civica e del nostro orgoglio cittadino. La Fontana Maggiore venne commissionata dal Comune a Nicola e Giovanni Pisano per celebrare la costruzione dell’acquedotto che da Monte Pacciano avrebbe portato l’acqua in città.
È una vera e propria enciclopedia medievale a cielo aperto ed è piena di animali rispecchiando la cultura del Medioevo, i cui si affastellano simboli di potenze buone e cattive.
Nella Fontana troviamo formelle che narrano le favole di Esopo: il lupo e la gru, il lupo e l’agnello. Ma girandogli intorno troviamo maiali, la lupa di Roma, i segni zodiacali, i pesci del lago, delle aquile e immancabili, il grifo e il leone.





Ora, come Newt Scamander a New York, il protagonista dei libri della saga della Rowling, proseguiamo la nostra passeggiata alla ricerca di animali in giro per la città e ci spostiamo di fronte al portale del Palazzo dei Priori, dove scorgiamo i
leoni raffigurati a guardia della porta e a sostegno dei pilastri, decorati con le virtù umane. Il leone fa da guardiano per chi entra e lo invita a varcare l’ingresso in modo consapevole.
Ma alzando lo sguardo verso l’ottava ghiera dell’arco e verso il pilastro di sinistra si scorge una scena ambientata in un bosco di querce dove dei maiali selvatici al pascolo mangiano ghiande e delle capre mangiano foglie di quercia. Allungando lo sguardo troviamo la raffigurazione di una caccia agli uccelli con la balestra e con l’arco e la cattura dei falchi con lo scoiattolo. Accanto a queste attività sono raffigurati gli animali che popolano la foresta (gufo, picchio, lucertola) e le creature immaginarie del bosco: il satiro, le creature silvestri maschili e femminili che appaiono fra le fronde degli alberi, le scimmie. 





Continuiamo il nostro percorso scendendo in via dei Prori e ci fermiamo al n°24 perché cattura la nostra attenzione il portale di Palazzo Pasini dove due draghi in pietra ci accolgono all’ingresso. I draghi non sono portatori di messaggi positivi nella cultura occidentale, sono forieri di fatti nefasti e nella Bibbia il drago si identifica con il Demonio. Il palazzo è di origine medievale ma il portale è riconducibile alla ristrutturazione del Seicento, e vi campeggia la dicitura latina “Avaritia turbat Domus” cioè l'avidità disturba la casa. Diciamo quindi che questo palazzo nasconde sicuramente dei significati reconditi che andrebbero approfonditi. 



Procediamo verso piazza Italia e ci fermiamo alla prossima tappa, di fronte al Teatro del Pavone, in piazza della Repubblica, costruito nel Settecento dalla nobiltà perugina a scapito di altri luoghi vocati allo spettacolo che erano sorti in città. Il teatro deriva il nome dal bellissimo uccello sacro a Giunone, la dea che trionfa nel sipario dipinto dall’anconitano Francesco Appiani nel 1772. 

Nacque come “Teatro della Nobile Accademia del Casino”, tutto in legno, con quattro ordini di palchi e a pianta quadrangolare, rivelatasi ben presto inadatta alle nuove esigenze del melodramma e della commedia. L’Accademia ne decise pertanto la demolizione (1765) affidandone la ricostruzione all’architetto Pietro Carattoli. La nuova pianta, ispirata al Teatro Argentina di Roma, fu a ferro di cavallo, struttura in muratura, 82 palchi distribuiti in 4 ordini (di cui quello inferiore, sostenuto da colonnine precedute da balaustra, con ricca decorazione). La fronte dei palchi fu ornata con cammei in stucco da Carlo Spiridione Mariotti. 





Ma avete mai notato che su
Palazzo Cesaroni, in Piazza Italia, attuale sede del Consiglio regionale dell’Umbria, i volti in terracotta che decorano la facciata fanno le linguacce ai passanti? La leggenda narra che fu lo stesso Cesaroni a volere questi volti, a scherno dei Perugini che non avevano accettato il suo successo e invidiavano la sua ricchezza. 

Ultima tappa della nostra caccia all’animale fantastico non poteva non concludersi in via della Viola, dove si trovano i murales del writer Krap, un turbinio di animali di fantasia che animano i palazzi del quartiere.
Sono stati realizzati nel 2018 e nella lotta fra san Giorgio e il Drago un santo bambino cavalca una specie di grifo che colpisce un branco di lupi/iene che lo inseguono. 

Questa è solo una parte degli animali fantastici che popolano e (chissà) si animano in città. Un racconto a parte andrebbe dedicato alla toponomastica e al motivo per cui molte vie sono dedicate ad animali: via dello struzzo, via del Cane, via del Canerino, via dell’Orso. Chissà qual è il motivo recondito si cela dietro queste nomenclature? 



Animali fantastici e dove trovarli…
   
Pubblicato in Umbria