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Il Dancity Festival si conferma un successo

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Foligno meta ideale per la tre giorni ricca di musica e passione

Un importante ritorno, dopo lo stop dello scorso anno, quello che, a detta di molti, è il più importante, interessante e futuristico Festival di tutta l'Umbria. Il Dancity di Foligno. I tre giorni nei quali, il centro del mondo, diventa il centro della musica sperimentale del mondo.

Moltissimi gli artisti di quest'anno, per ragioni di spazio limitiamo il reportage solo ad alcuni.

La prima serata (venerdì 30 giugno) è stata, purtroppo, disturbata dal cattivo tempo. Non è stato possibile godersi la meravigliosa Foligno, che in questi frangenti diventa veramente un piccolo paradiso della miglior vita notturna.

L'artista clou della prima serata è stato Manuel Göttsching, un'icona della musica elettronica mondiale. Ha fondato nel 1970, a soli 18 anni, il gruppo Ash Ra Tempel (insieme a Klaus Schulze, ex Tangerine Dream), diventando un simbolo del krautrock.

La performance, come nel suo stile, è stata una lunga suite essenziale nella struttura di base, sulla quale costruiva i suoi interventi, passando dal muoversi, anche fisicamente, in modo minimalista su mixer e laptop ad imbracciare la chitarra suo strumento storico.

Il pubblico ha molto gradito, c'è stata anche la fila, a fine concerto, dei suoi fan, che si facevano autografare i dischi in vinile portati da casa.

Molto apprezzato anche il trio Gaussian Curve che aveva aperto la serata. Atmosfere ambient ma ritmate e coinvolgenti, con strizzatine d'occhio a Robert Fripp, Jon Hassell e Brian Eno. La seconda serata è stata fortunatamente perfetta dal punto di vista metereologico. Niente pioggia, il sole della giornata aveva riscaldato l'aria, rendendo dolce la temperatura della notte. Quindi le vie della vita notturna folignate si sono riempite ed animate come tradizionalmente avviene durante le serate del festival.

La notte di sabato 1 luglio è stata particolarmente fluida anche dal punto di vista organizzativo. La trasferta al Serendipity non è stata necessaria, tutti gli eventi si sono svolti tra il palco principale dell’Auditorium di San Domenico, l'abside dello stesso e il chiostro all’aperto.


Uno dei momenti clou della serata è stata la performance di Craig Leon, già collaboratore di Blondie e Ramones all'inizio delle loro carriere. La sua performance è stata veramente straordinaria. Sul palco lui, la tastierista, e il quartetto d'archi Dancity String Quartet. Hanno eseguito Nommos, il suo visionario lavoro datato 1981, incredibilmente attuale ed in linea con lo spirito Dancity.


A Seguire gli inglesi DEMDIKE STARE, atmosfere cupe, industrial, in un insieme audio-visual in collaborazione con il video artista Michael England. Grandi suggestioni, rapiti dalle immagini sul megaschermo, una fusione inaspettata e stravolgente,

 


Poi è iniziata, nel chiostro San Domenico, la parte più fisica della nottata.

Una potente, coinvolgente, partecipata esibizione del gruppo A Certain Ratio. Inglesi, post-punk, profondamente imbevuti di sonorità new wave. Il pubblico in delirio. Restare fermi, bombardati dal funky urbano e nervoso del gruppo, era veramente impossibile. Chitarra, basso, percussioni, fiati, cantante nera... Un'esplosione di energia, ci siamo sentiti catapultati nel sound della migliore New York dei primi anni 80.

Nonostante la loro esibizione fosse iniziata con un po' di ritardo, sono stati costretti anche a tornare sul palco per il bis. 


Altre esibizioni hanno imbottito di suoni potenti il resto della nottata nell'abside del auditorium San Domenico. 

In particolare la performer Marie Davidson, canadese di Montreal. La trentenne, indicata come autrice di uno dei migliori album elettronici del 2016, ha tenuto incollati gli spettatori con sequenze di batterie elettroniche e sequencer senza nessun computer nel suo setup. 

 
Insomma, per concludere, un'altra edizione da ricordare.

Ripeto come detto all'inizio dell'articolo, il festival più futuribile che ci sia in questo momento in Umbria e, probabilmente, in tutto il territorio nazionale.

 

Il Dancity Festival si conferma un successo
   
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Pubblicato in Musica
Paolo Sciamanna

Di giorno: Blogger, Youtuber, formatore, esperto di linguaggio del corpo, marketing, tecniche di vendita.
Di notte: alla possibile ricerca di musiche impossibili.