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L’ironia del web non perdona In evidenza

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Limpiccione su Piacere Magazine n.114

L’ironia del web non perdona

È risaputo come il web sempre più spesso ironizzi sulla politica e sugli amministratori sottolineando come ci siano delle discordanze tra le parole e i fatti che a volte rasentano la comicità involontaria. Questa volta l’attenzione è ricaduta sulla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, presente a New York per vari incontri istituzionali. Uno su tutti è stato oggetto di ironia. Si tratta del workshop di ‘This is Italy, parts unknown’ alla Downtown Foundation, per la tre giorni di eventi americana organizzata da Panorama in cui sono state trattate le esperienze in materia di sostenibilità ambientale di alcune regioni italiane. Dopo Emilia Romagna e Lombardia è toccato all’Umbria, con la presidente della Regione che, interpellata sull’argomento, ha rivendicato il record che l’Umbria detiene sul fronte della mobilità alternativa. Tra Assisi, Perugia e Spoleto «abbiamo perseguito progetti innovativi riuscendo a realizzare varie forme di mobilità alternativa all’auto». Subito è scattata l’ironia della rete sulla governatrice: CHIUDE LA FCU, L’AEROPORTO È UN FLOP. VOLA A NEW YORK A PARLARE DI MOBILITÀ ALTERNATIVA. E per avere un treno decente dobbiamo fare i salti mortali, aggiungiamo noi. Non se la prenda presidente, fa parte del gioco. A proposito di sostenibilità, avete voluto la bicicletta, ora pedalate!





Prove di macroregione (fatte male)?

Non una bella figura istituzionale quella andata in scena a ottobre alla Fiera del Turismo di Rimini; più che una vicenda tragicomica un piccolo Bignami di incompetenza e superficialità. Per promuovere gli itinerari del ‘Cuore verde d’Italia’ ecco comparire sul desk dell’Umbria un bello scorcio di un centro storico con tanto di logo della Regione Umbria in bella vista. Peccato per un piccolo ma significativo dettaglio: le bellezze
ritratte in foto non erano umbre ma raffiguravano la zona della Val d’Orcia (in Toscana). Immediato è scattato lo scarica-barile. Con Sviluppumbria, l’agenzia regionale che si occupa anche del settore turistico, che ha subito puntato il dito contro l’agenzia che aveva in carica la realizzazione del manifesto, indicando questa come sola e unica responsabile dell’errore. Poi, puntualmente, il responsabile dell’agenzia ha spiegato la dinamica degli eventi, mettendo in luce la ‘buona fede’ dell’errore, assumendosi ogni colpa e sollevando da responsabilità dirette sia Regione che Sviluppumbria. La domanda però sorge spontanea. È possibile che enti specializzati e dirigenti profumatamente pagati non si accorgano di un tale errore? Forse sono così impegnati a promuovere la nostra regione in giro per il mondo da non avere il tempo di controllare ciò che commissionano? Sarà, ma forse in fondo ha ragione la Presidente Marini quando afferma che «l’episodio è assolutamente marginale» e del tutto insensato aggiungiamo noi. Basta infatti ragionare come se fossimo già sudditi di una Macroregione. E il problema è prontamente risolto.







Sorpresa sotto l’albero di San Pietro: biglietto a pagamento per tutti


Così San Pietro spicca fra le altre basiliche: la prima chiesa di Perugia a divenire a pagamento. Benedettini e Fondazione Istruzione Agraria, co-governatori della basilica, hanno deciso di comune accordo di introdurre un biglietto di 5 € che consentirà la visita dell’intero complesso monumentale. Proprio così, dopo secoli di lotte e contrapposizioni, pare che Stato e Chiesa abbiano finalmente trovato una linea comune. Curioso come il fattore che ha spinto le due parti a tale passo sia, casualmente, quello economico. Poco rilevante che nel 2012 il Consiglio Permanente della Cei in una nota garantiva «a tutti l’accesso gratuito alle chiese aperte al culto, perché se ne risalti la primaria e costitutiva destinazione alla preghiera liturgica e individuale», e che l’ingresso a pagamento sia riservato solo per la visita turistica di particolari parti del complesso «distinte dall’edificio principale della chiesa». Non vai a messa, paghi. A Natale a quanto pare non siamo tutti più buoni!

 






Gimo, il ritorno… ma dua gimo?

Dopo mesi di attesa e trattative tra Comune e Regione, finora titubanti a causa della questione ‘pecunia’, finalmente arriva il via libera: venerdì 27 ottobre è ripartito GIMO, il servizio di mobilità notturna tanto agognato dagli studenti. Pensato infatti principalmente per questi ultimi e per i turisti, GIMO mette a disposizione tre linee (GIMO1 – GIMO2 – GIMO3) per collegare il centro storico ai principali quartieri perugini, con corse il venerdì
e il sabato notte dalle 22:00 alle 02:30. L’accordo finanziario che ha permesso il riavvio del servizio lo garantisce infatti solamente fino alla fine dell’anno accademico in corso (ottobre 2018). Per dovere di cronaca va detto che GIMO verrà sospeso a dicembre 2017 e riprenderà a febbraio 2018. La battaglia sui costi tra Comune e Regione, vera giudice del progetto, sembra quindi aver trovato un esito… almeno fino al prossimo rinnovo. Dunque gente battete il ferro finché è caldo e approfittate del servizio ora che è a disposizione, sperando che il 2019 non ci riservi brutte sorprese. Ce la faranno i nostri eroi a trovare fondi sufficienti a garantire lunga vita a un servizio finalmente prezioso?




L’ironia del web non perdona