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La repubblica delle sagre In evidenza

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A scorrere il calendario delle cosiddette sagre in programma in questi giorni vedo che è iniziata da poco e che si protrarrà per ben una decina di giorni quella “dell’ortolano”, a Balanzano, non lontano da Perugia
Stesse date, per quella “degli gnocchi e dei prodotti tipici dell’Umbria” di Casenuove di Ponte della Pietra e per quella “di San Giovanni” con il “Palio delle Botti” di Marsciano.

Ci risiamo. Come ogni anno l’estate porta con sé un impressionante numero di manifestazioni di carattere gastronomico, decine e decine di appuntamenti nel solo circondario cittadino che spesso con le tradizioni hanno molto poco a che fare, ma che ormai sono parte integrante dell’immaginario estivo e che passano come cose, per certi versi, caratteristiche, che scandiscono con disarmante regolarità il trascorrere del tempo. Tutto questo, nonostante la qualità delle materie prime, nella stragrande maggioranza dei casi, sia qualcosa di totalmente effimero. Ho visto sagre estive dedicate a prodotti invernali, feste in cui veniva servita sola carne surgelata e manifestazioni dedicate a prodotti industriali. Senza dimenticare quelle che ancora oggi mi fanno più sorridere: quelle il cui ingrediente protagonista viene dal mare. Avete presente? Dall’Umbria e dai suoi suggestivi litorali. Ma non è questo il momento per disquisire del livello dei piatti proposti, anzi. Già un paio di volte, proprio su queste pagine, avevo sottolineato l’importante valore sociale di questo genere di appuntamenti. Quello che lascia come sempre un po’ perplessi sono almeno due fattori. Da una parte la quasi sempre scarsa attenzione nei confronti di ciò che il territorio circostante è in grado di offrire. Che si tratti (ovviamente) degli ingredienti usati in cucina o dei vini e delle birre in vendita è impensabile nel 2017 non ci siano esclusivamente quelli prodotti nelle immediate vicinanze. Dall’altra, lo scarso, se non nullo, coinvolgimento dei ristoratori della zona all’interno di queste manifestazioni. Sono loro i primi ambasciatori del gusto, loro i professionisti in grado di portare elementi di virtù all’interno di ogni sagra. 

PS. Proprio in questi giorni questa piccola rubrica compie dieci anni. Senza tanti giri di parole, grazie.

La repubblica delle sagre
   
Jacopo Cossater

Nato in Veneto, appena maggiorenne si trasferisce a Perugia per motivi di studio. È più o meno in quel periodo che si innamora del sangiovese, completa il percorso dell'Associazione Italiana Sommelier ed apre un blog, non necessariamente in quest'ordine. Dopo aver vissuto per troppo tempo a Milano e troppo poco a Stoccolma è tornato in Umbria, dove oggi lavora. Giornalista, collaboratore della guida "I Vini d'Italia" edita da l'Espresso, scrive anche su Enoiche illusioni e Intravino, due dei più popolari wine blog italiani.

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