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Saggi

Quando ero piccola mia nonna mi regalò un pianoforte. Le mie mani, su quei tasti, mi sembravano piccoli ragnetti e mi piaceva. Ma odiavo i saggi: un pezzo dopo l'altro all'infinito, la tensione, il caldo, la noia. Amavo però fare l'inchino e buttare giù la chioma riccia perchè mi dava un gran senso di libertà!

Poi venne il canto. Mi ricordo che la prima volta, sempre da piccola, cantai su un palco rivolta di fianco, per non vedere nessuno..! Ma sentivo l'adrenalina salire...
A distanza di tempo ho capito che il pubblico è una presenza a sé, che là sopra si è in fondo un po’ soli ma ho anche capito che lo scambio reciproco e la magia che si crea può essere un gioco da piccoli ma anche diventare un'esigenza naturale di cui non si può far a meno, a cui non puoi e non vuoi non lasciarti andare.

Una catarsi che sembra quasi necessaria. Un patto sacro.

Ho anche capito che l'apparente 'muro' messo all'inizio non era ansia o vergogna ma semplice pudore, come quando per la prima volta si sta per regalare una parte di sè.

Poi la voglia di sperimentare e mettere a fuoco, perchè la "chiave" la trovi solo cercandola nel mazzo, attraverso un duro e serio lavoro sì, ma con la voglia di sperimentare a fondo per esserne davvero convinta, sapendo anche quant'è importante sentire dentro e addosso una buona dose di serenità e fiducia, un pò come in tutte le cose in cui mettiamo cuore e corpo.

Perchè quando questo succede non solo riesci a dare il meglio e a godertela, ma la musica cambia.
 
E cambi anche tu.

Quando ero piccola mia nonna mi regalò un pianoforte.
E io lo suono solo per me. 
E per lei, anche se non c'è più.

 

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Pubblicato in Chiave di G
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Giorgia Bazzanti

Cantante laureata in Lettere. Tra musica e teatro, ha aperto due concerti di Finardi e ha realizzato un Ep come cantautrice. Social ma anche socievole. Collabora con festival e con progetti scolastici. Quando non canta, scrive.