NERI MARCORèIndietro

Tra un bicchiere di vino e una gustosa pietanza, l'attore si è lasciato andare a libere riflessioni e personali considerazioni

 

Tra i più grandi piaceri che si possano provare, sono dell’idea che meriti un posto privilegiato il mangiar bene in compagnia di qualcuno di veramente speciale. A me, fortunatamente, è capitato poco tempo fa. Neri Marcorè - impegnato a Terni per le riprese di una fiction sulla I Guerra Mondiale che andrà in onda ad autunno sulle reti RAI - ha regalato a PM una gradevolissima serata e un’intervista che lo ritrae nei suoi aspetti più autentici: intelligenza, ironia e trasparenza. 
Attore di cinema, teatro e televisione, imitatore, doppiatore, conduttore e cantante.

 

Qual è il mestiere con il quale ti identifichi di più?
Non c’è una cosa che valga più di un’altra. Mi identifico in tutto ciò che faccio, trovo la mia soddisfazione nel differenziare. C’è chi è più specialista e ama approfondire una disciplina, e chi è più decatleta. Io mi vedo tra quelli che fanno più cose.
Il tuo debutto in tv avviene all’inizio degli anni ’90: Stasera mi butto, La Corrida e Ricomincio da Due sono stati i tuoi trampolini di lancio. Quanto è cambiato oggi lo scenario della TV?
In quegli anni mi pare ci fosse una maggiore serenità, i tempi erano più dilatati. Oggi al contrario tutto ha subìto un’accelerazione, come se nella fretta ci fosse l’esigenza di non far pensare, di non fermarsi a riflettere. C'è poi la tendenza a portare il privato in pubblico. C’è chi trova nel canale di comunicazione televisiva il terreno migliore per esprimere i propri sentimenti. Io non condivido questo atteggiamento,  né il voyerismo che tutto ciò esalta.


Pensi che la televisione riesca a conservare ancora un ruolo educativo?
Penso che sia un mezzo adatto a qualsiasi fine, di per sé non è positivo né negativo, dipende dall’uso che se ne fa e dalla direzione che vuole prendere chi lo pilota. Credo che gli ultimi anni abbiano sottolineato la tendenza ad accogliere i risultati sulla base di quello che è più facile o che il pubblico tende ad apprezzare di più. Tutto ciò che presuppone una sorta di riflessione sembra nocivo, molto meglio proporre una programmazione che induca al disimpegno.


Nella trasmissione Per un pugno di libri vivi da vicino il mondo dei ragazzi. Sei d’accordo con chi sostiene che le nuove generazioni ambiscano a una vita da “calciatore e velina”?
E’ ovvio che quello è un modello che fa presa. I ragazzi di Per un pugno di libri sono i rappresentanti di un altro mondo giovanile, che trova nella partecipazione a un programma televisivo, non l’occasione per mettersi in mostra, ma lo spunto per giocare, conoscere altri ragazzi e parlare assennatamente di cose che non siano banalità. In generale, mi sembra che ai giovani non manchino capacità interiori, sogni o progetti, ma gli spazi dove potersi esprimere.


Quali sono i criteri con cui scegli i personaggi da imitare?
Le imitazioni nascono un po' per gioco, da un’ispirazione momentanea. A livello politico nascono più da avversione che da simpatia. Parlando di altri personaggi, spesso dietro c’è ammirazione, come nel caso di Ligabue di cui conosco l’intera discografia.


Il tuo dichiarato impegno politico all’interno del PD ti ha mai condizionato nel modo di fare satira?
La mia elezione nell’assemblea costituente del PD si inserisce in un momento politico particolare. In quella fase ritenevo fosse giusto adottare atteggiamenti propositivi e ho accettato un incarico non istituzionale, aderendo a un progetto in cui credevo,  ma in modo assolutamente indipendente dalla mia professione. Quindi, direi proprio di no: sia nell’ambito artistico che personale mi sento libero di esprimere le mie idee.


Dopo Lezioni di cioccolato e la fiction su Papa Luciani, torni in Umbria per le riprese di una mini serie ambientata negli anni della I guerra mondiale. Ti piace l’Umbria?
L’Umbria è piuttosto simile alle Marche, la mia regione, quindi la sento molto vicina. Ogni volta che so di dover girare qui sono contento; sono ben inserito, conosco persone simpatiche come l’oste della Mal’Ora qui a Terni, ma ho anche molti amici che vivono tra Perugia e Assisi. Ci vengo spesso e molto volentieri.
Parlando di futuro: prima o poi ti piacerebbe vestire i panni di…
Non ho mai pensato a qualcuno in particolare. Ogni bella storia mi piace, qualsiasi personaggio ben scritto e con un interessante profilo psicologico può essere attraente.


Vuoi anticiparci alcuni dei tuoi prossimi progetti?
Continuerò con la serie di Tutti pazzi per amore, con la trasmissione Per un pugno di libri, mentre in autunno uscirà sulle reti Rai L’ultima trincea.. Progetti nuovi non ce ne sono, magari un giorno mi piacerebbe mettermi dietro la macchina da presa…