GIORGIO FERRARA: UN FESTIVAL COME UN'OFFICINAIndietro

SPOLETO52
FESTIVALE DEI DUE MONDI
26 GIUGNO - 12 LUGLIO 2009

GIORGIO FERRARA: "UN FESTIVAL COME OFFICINA"

Torna l'appuntamento con lo spettacolo firmato Spoleto. PM ne ha parlato con il direttore artistico

di chiara silvestri

E' passato molto tempo da quando Spoleto si è presentata al mondo come culla della cultura, ospitando la prima edizione del Festival dei Due Mondi, un "esperimento" artistico e sociale che nel corso degli anni si è trasformato in eccellenza e tradizione. Un prestigioso palcoscenico che ancora oggi continua a essere luogo di creazione e sperimentazione. Un'Officina in cui passato e attualità si incontrano nella produzione di un'arte che genera coscienza culturale e memoria artistica. Tradizione e innovazione convivono dando vita a un programma che propone i migliori spettacoli messi in scena nelle recenti stagioni internazionali, e che rafforza la vocazione nei confronti di tutto ciò che è nuovo, con uno sguardo particolare alle giovani generazioni. Incontrando il suo direttore artistico, il Maestro Giorgio Ferrara, abbiamo percorso alcune delle tappe significative della manifestazione, aprendo il sipario su un evento che si caratterizza per la forte volontà di guardare avanti.

Maestro Ferrara, come ci si sente a dirigere la manifestazione che rappresenta la pietra miliare dei festival artistici in Italia?
Ci si sente molto bene, anche se con qualche preoccupazione... Il lavoro che facciamo è stato già svolto l'anno scorso e ha avuto un suo esito positivo, quindi, continuiamo sulla strada sperando di generare ancora successi.

Giancarlo Menotti alla fine degli anni '50 affermava che "l'artista nella società può essere il pane", intendendo dire che può rivoluzionare economicamente e culturalmente il contesto di una città. Oggi quale ritiene che sia il ruolo dell'artista all'interno della società?
Io credo che sia quello di mediatore culturale, il mediatore delle esigenze e delle volontà che arrivano da ogni parte del mondo e della società. L'artista è colui che ha il compito di capire quali sono le idee che generano cultura e di realizzarle attraverso la propria opera.

In che modo le scelte della nuova direzione artistica si inseriscono nel contesto della tradizione dei Due Mondi, e quanto invece se ne distaccano?
Si inseriscono nel senso che mantengono viva e forte l'indicazione di Gian Carlo Menotti di creare un festival internazionale unico in Italia, e forse in Europa, che abbracci tutte e quattro le discipline dello spettacolo: la musica, la danza, l'opera e il teatro. Per quanto riguarda l'innovazione, è nostra intenzione modernizzare le scelte cercando, per quanto è possibile, di avvicinarci a un pubblico più giovane, un po' meno legato all'idea ormai conclusa della "dolce vita" e della cultura come terreno elitario. Stiamo cercando di instaurare un rapporto più profondo con le maggiori forze della società, che da sempre sono rappresentate dai giovani.

Le ultime edizioni della manifestazione sono state fortemente condizionate dallo scontro tra Fondazione e Associazione. Ritiene che il festival possa oggi considerare esauriti i conflitti che per anni ne hanno minato equilibrio e stabilità economica?
Credo di sì. La parola fine in questo senso penso l'abbia messa il Tribunale, io mi baso su quello, per il resto c'è tutta la volontà di guardare avanti.

Intorno alla manifestazione di Spoleto è stata prodotta e raccolta una varietà inestimabile di materiale documentario che testimonia più di 50 anni di storia. Esistono da parte degli enti promotori progetti concreti finalizzati alla valorizzazione di tale patrimonio?
Assolutamente si. Esistono archivi fantastici che conservano scritti, manifesti, foto, audiovisivi e altro materiale di grande interesse. Purtroppo però, a causa di problemi di carattere giuridico, grossa parte di questa documentazione è posta sottosequestro. Un'altra parte, invece, è di proprietà della Fondazione. Il Comune di Spoleto sta dedicando risorse finanziarie a questo fondo: c'è un prestigioso palazzo storico della città che sarà destinato a ospitare un centro di documentazione. Siamo in attesa delle liberatorie legali, non appena possibile verranno realizzati i progetti volti a conservare e rendere fruibile quella che è la memoria storica del festival.

Qual è il suo rapporto con la città di Spoleto e con l'Umbria?
E' un rapporto molto buono. La città di Spoleto è meravigliosa e il mio primo lavoro da professionista è avvenuto proprio al Festival del '69, quando facevo l'aiuto regista di Luca Ronconi per il famoso spettacolo "Orlando furioso"; successivamente sono tornato negli anni '70 con Luchino Visconti. Quanto all'Umbria, conosco molto bene la vostra regione con cui ho un bellissimo rapporto, testimoniato dal fatto che io e mia moglie abbiamo una casa in campagna nei pressi di Todi da ormai 35 anni.

IL PROGRAMMA

Opera:
Gianni Schicchi: anteprima europea sotto la direzione di Woody Allen al suo esordio alla regia teatrale - Teatro Nuovo
Mozart : prima assoluta, commedia musicale di Sacha Guitry diretta da Pier Luigi Pizzi - San Nicolò

Danza:
Choreographing Today:  prima assoluta, produzione in esclusiva per Spoleto52 - Teatro romano
Pina Bausch - Bamboo Blues: prima italiana - Teatro Nuovo
Omaggio a Jerome Robbins: in esclusiva italiana, produzione Spoleto52- Teatro romano

Musica:
Tribute to Nat ‘King' Cole - Piazza Duomo
Les Trompettes des Plaisirs: concerto nel giorno del compleanno di Gian Carlo Menotti - Duomo
Apokàlypsis: prima assoluta, commento S. E. Mons. Gianfranco Ravasi - Piazza Duomo
Copynight: concerto per la tutela dei diritti d'autore (Malika Ayane, Caparezza, Pacifico, Paola Turci, Chiara Civello, Lucariello) - Teatro romano
Figaro il Barbiere: prima italiana, Elio in Figaro il Barbiere - Teatro romano

Teatro:
Luca Ronconi: Un altro gabbiano: prima assoluta, da Anton Cechov - San Simone
Beckett-Wilson: Giorni felici: prima italiana - Caio Melisso
Beckett-Wilson: L'ultimo nastro di Krapp: prima assoluta - Caio Melisso

Idee:
Letture Poetiche - Benchè il parlar sia indarno... : Sala Frau

Mostre:
Andrea de Carvalho - Circus Errans: Palazzo Collicola
O'Dino: Rocca Albornoziana

Eventi:
Energeticamente: Sala Frau, San Nicolò - Sala convegni

Per maggiori dettagli sulle date, gli orari e gli spettacoli del festival: www.festivaldispoleto.com