La strana evoluzione della specie
DALL'HOMO SAPIENS AL... FASHION MAN
Dopo il metrosexual e il New Dandy ecco l'identikit del nuovo uomo metropolitano: cosa mangia e come si veste. Anche in Umbria
photo_Fabio Lana
di Simona Croce
L'uomo è sceso a compromessi con il suo lato femminile abbandonando il modello del macho anni '90 (per intenderci l'uomo che non deve chiedere mai) per rispolverare l'Andrea Sperelli dell'estetismo del primo Novecento. Siete scettici? Il cambiamento c'è stato eccome, e se non vi fidate dei rapporti di mercato che indicano come trend in crescita il settore della cosmetica "maschile", credete a noi donne che ogni mattina troviamo i nostri beauty barbaramente saccheggiati dai nostri fidanzati.
E, se le nostre nonne hanno dovuto abbinare le cravatte e i calzini dei loro mariti per una vita intera, noi in compenso abbiamo subito l'affronto di vedere il nostro uomo, vestito in maniera impeccabile, farci degli appunti sui nostri gusti in materia. In realtà, superato lo shock iniziale, abbiamo ringraziato questo pseudo Darwinismo che ci ha finalmente liberate del cliché "pizza e birra alla romana".
I sociologi, come al solito, si sono sbizzarriti per etichettare il fenomeno e nel corso degli ultimi anni le definizioni per la nuova tipologia di uomo si sono sprecate: all'inizio erano i metrosexual (una versione al maschile della Carry di Sex and the City), poi i new dandy, gli heteropolitan (politically correct, fisico da urlo e modi da bravo ragazzo) e i fahion man : letteralmente malati di moda che vivono in funzione di ciò che è, per l'appunto, fashion.
Ma parlando concretamente da che cosa si riconosce il cosiddetto fashion man? I caratteri distintivi sono prettamente di natura estetica: veste sempre all'ultima moda con dovizia di dettagli e particolari anche quando il look è casual prediligendo determinate griffe che sono dei veri e propri must have (total look Prada, accessori Luis Vuitton, abiti dal taglio sartoriale e Made in Italy a gogo, senza mai disdegnare un tocco di vintage che fa così intellettuale e retrò). La toilette è impeccabile, il fisico adeguatamente palestrato e in tasca ha sempre l'ultimo modello di palmare. Ma in effetti non disdegna di curare anche la sua parte interiore: legge (e non solo la Gazzetta dello Sport), ama il design ( la sua casa è arredata con gusto, dove fondendo generi diversi, ottiene un effetto molto chic) e l'arte: volete mettere che tono importante dà il saper distinguere un' opera di Rotkho dagli scarabocchi del suo nipotino?
E in tutto questo marasma dove collochiamo l'uomo umbro? C'è da dire che anche i "maschietti" di casa nostra si sono conformati alla perfezione alle nuove tendenze globali. In realtà per certi aspetti sono stati avvantaggiati dal loro suolo natio, in quanto l'Umbria è da sempre una regione al top delle classifiche per quanto riguarda l'arte, la cultura e soprattutto le eccellenze in campo alimentare e sartoriale che ben si sposano con le nuove teorie del narcisismo di lusso.
Insomma il fashion man umbro ha unito tradizione e innovazione, veste le grandi griffe (rigorosamente acquistate nelle boutique del centro città), ma anche il cachemire di produzione regionale (e qui c'è solo l'imbarazzo della scelta), ha imprato ad apprezzare sushi e sashimi, ma si gode anche un buon bicchiere di Sagrantino. Insomma, è vero che va in vacanza a Formentera per sfoggiare il suo sarong di seta, è vero che non entra in un locale se non è frequentato dalla gente che conta, è vero che ti ruba l'ultimo posto disponibile dall'estetista, ma è anche capace di commuoversi ascoltando un concerto jazz...