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IL 12 MARZO IN CONCERTO A NARNI

MUSICA NUDA

A TU PER TU CON PETRA MAGONI E
FERRUCCIO SPINETTI
LEI VOCE, LUI CONTRABBASSO: DOPO UJ TORNANO IN UMBRIA
PER VISIONINMUSICA

PM LI HA INCONTRATI OER VOI
di Matteo Grandi

A volte il caso riesce a creare perfette alchimie. È figlia del caso infatti la felice storia di Musica Nuda, duo geniale nato dall'incontro del tutto casuale tra Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso). Una storia che vede l'alba nel 2003 quando i due si incrociano sulle scene italiane: Petra canta ed è la moglie del pianista prodigio Stefano Bollani, Ferruccio è uno dei membri del gruppo degli Avion Travel. In quel periodo Petra Magoni desidera fare un mini-tour di canzoni in alcuni piccoli club della "sua" Toscana e comincia a provare con un amico chitarrista. Il fato vuole che, proprio il giorno prima del loro debutto, quest'ultimo si ammali. Il concerto però non salta perché scatta la sostituzione dell'ultimo secondo: sul palco accanto a Petra sale Ferruccio Spinetti al contrabbasso.

Il successo del concerto è direttamente proporzionale alla sua improvvisazione. Così, di slancio, i due - nel giro di qualche settimana - mettono insieme un intero repertorio delle canzoni che più amano (dai Beatles a Battisti, da Fred Buscaglione a Gloria Gaynor) e registrano in mezza giornata il loro primo album "Musica Nuda". "Musica nuda" diventa così, del tutto naturalmente, il nome del loro format musicale e dei loro primi due album. Il terzo album "Musica Nuda: 55/21" che è anche il primo a contenere pezzi inediti (grazie, tra l'altro, alle collaborazioni con Pacifico, Cristina Donà, Nicola Stilo, Stefano Bollani e David Riondino) esce nel 2008. Il 55/21 invece altro non è che la traduzione di Musica Nuda nel linguaggio della smorfia napoletana. Ferruccio è campano e come spiega divertito lui stesso: "dopo Musica Nuda 1 e 2, ci sembrava giusto fare uno sforzo di fantasia..."

Ma Musica Nuda è anche la musica messa a nudo, l'arte di saper spogliare le opere musicali, conosciute o meno, appartenenti indifferentemente al repertorio lirico, jazz, pop o soul, per conservarne solamente la struttura essenziale, il midollo, la carne viva. Ed è questa la linfa dell'imperdibile spettacolo che si materializzerà giovedì 12 marzo al Teatro Comunale di Narni, quando Petra Magoni e Ferruccio Spinetti si esibiranno in una delle date più attese della rassegna Visioninmusica. Noi abbiamo deciso di prepararci all'evento facendogli qualche domanda...

Ma è proprio vero che la vostra avventura è partita per caso?
Verissimo.E' un duo nato da una sostituzione dell'ultimo secondo per una jam session. Fu la nostra prima performance insieme. E da lì nacque l'idea della nostra collaborazione...

Non vi conoscevate da prima?
No. Ci siamo conosciuti quel giorno, proprio in quella circostanza.

E l'idea di proporre cover con il solo ausilio di voce e contrabbasso rispondeva a un vero e proprio progetto?
No. Almeno non all'inizio. E' stato piuttosto il bisogno di rispondere, così di getto, a un impulso. Non ci saremmo mai immaginati di percorrere la strada che stiamo percorrendo. In realtà all'inizio pensavamo a qualche serata in giro per la Toscana...

Poi le cose sono andate un po' diversamente...
A quanto pare sì...

Osservando i vostri concerti sembra che vi divertiate durante lo spettacolo...
Vero: quando saliamo sul palco ci divertiamo. Poi dipende anche dalla serata, dal tipo di concerto, dall'alchimia: ci sono concerti più divertenti di altri.

Noi amanti delle nicchie siamo sempre un po' gelosi quando i nostri "idoli", diventano troppo popolari. Credo che però questo a voi non dispiaccia...
E' comprensibile. Quando diventi più popolare c'è sempre qualcuno che storce il naso. Io credo che la cosa che fino a oggi ci ha contraddistinto, al di là della popolarità che stiamo raggiungendo, sia la libertà di essere riusciti a fare quello che volevamo in maniera autonoma. Il fatto che questo ci abbia portato anche ad avere il consenso del pubblico ci fa doppiamente piacere.

Le vostre esibizioni sono anche un omaggio alla musica: Battisti, Beatles, De Andrè...
Quando scrivi una canzone diventa di dominio pubblico. Noi cerchiamo di dare ai pezzi che interpretiamo il giusto valore. Teniamo sempre presente che si dovrebbe godere appieno anche del testo di una canzone. Per noi un brano è 50% musica e 50% testo. Un ragionamento che vale anche per i nostri pezzi inediti, che stiamo facendo uscire da un paio d'anni.

Il pezzo al quale siete più legati?
Può sembrare strano, ma uno in assoluto non esiste. Siamo legati a Roxanne, primo pezzo che suonammo insieme nella famosa jam session. Ma in generale suoniamo tutti brani che amiamo quindi è difficile fare preferenze...

Nel privato che musica ascoltate?
Ascoltiamo di tutto. Tranne l'heavy metal. Questo si riflette anche nel nostro lavoro tanto che non è facile catalogarci. Nei negozi di dischi non sai mai in che sezione trovarci. Ma non è detto che questo sia un limite.

Che cosa evoca in voi l'Umbria?
Per quanto mi riguarda - è Ferruccio a rispondere - ripenso al nostro concerto al teatro Pavone di Perugia durante l'ultimo Umbria Jazz. Riempimmo il teatro nonostante lo spettacolo fosse all'ora di pranzo. Ma il primo ricordo in assoluto è legato ai primi anni '90 quando venni in Umbria per assistere, per la prima volta in vita mia, all'esibizione di Michel Petrucciani: per me è stato un concerto importantissimo.
Io, invece, - gli fa eco Petra - ho un legame forte con l'Umbria. Non solo perché essendo toscana siamo vicini di casa. Amo girare la regione, trovo splendide città come Assisi e Orvieto. E poi ho dei cari amici a Castiglion del Lago.

Domanda scontata: un suo pregio e un suo difetto?
La prima a rispondere è Petra: La calma. Ma è anche il suo difetto.
Pronta la risposta di Ferruccio: per lei vale l'esatto contrario. L'iperenergia è il suo pregio e il suo difetto.

Per il futuro, infine, che cosa ci dobbiamo aspettare?
Sicuramente non faremo dischi nuovi, almeno fino al 2010, perché ne abbiamo fatti già tanti in questi anni. Poi ci piacerebbe uscire con un album di pezzi nostri.

GIOVEDì 12 MARZO - NARNI, TEATRO COMUNALE
INTERO: EURO 12 -  RIDOTTO: EURO 10 - FINO A 20 ANNI: EURO 5

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