GIACOMO CALDARELLIIndietro

REGISTA

Età: 26 anni
Segno: Pesci
Origine: Perugia, Ponte San Giovanni 
Segni particolari: Sognatore, ma determinato
Ultimo libro letto: Il Ponte - Vitaliano Trevisan
Ultima canzone scaricata: Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre - Ginevra di Marco
Giacomo Caldarelli è un giovane perugino che si sta facendo strada in un settore non facile: il cinema. Con la passione e la consapevolezza che un film è fatto da una squadra e non solo da autore e regista, Giacomo si è cimentato in tutti i mestieri possibili: assistente e direttore alla fotografia, operatore di ripresa, critico cinematografico, autore e regista.
Nell'immediato futuro ha in cantiere un film su Santa Margherita da Cortona, per la regia di Claver Salizzato, che ha come protagonista Caterina Murrino.
Parlaci del tuo rapporto con il cinema!
Fosse facile... La comunicazione è una necessità, un istinto innato che deve trovare sfogo. Il cinema è invece una dipendenza, una vera e propria droga, sin da quando ero piccolo e divoravo i film di Franchi e Ingrassia o quelli di Totò.
Crescendo ho cercato di far collimare le due cose, la passione con i bisogni.

Come hai iniziato?
Ho iniziato, studiando il cinema, anche grazie ad alcuni esercenti di Perugia, che nonostante le difficoltà imposte dal mercato sono riusciti a proporre in cartellone film intelligenti. Devo dunque ringraziare il cinema Pavone, lo Zenith e soprattutto il Batik film festival, che hanno continuato a percorrere una strada difficile ma necessaria. Un altro importante luogo è stato il Centro studi del teatro Morlacchi che, con la propria cineteca, mi ha messo in condizione di recuperare i grandi classici.
Poi sono riuscito ad andare a Roma, e lì le opportunità di studio e di crescita sono state, e sono ancora infinite, anche se la strada è molto difficile.
Il tuo sogno nel cassetto?
Poter vivere la rinascita del cinema italiano e con questo veder nascere in una città come Perugia, cineclub e nuovi spazi sociali dove si fruisca di cultura in maniera gratuita. Dove le arti e le persone si possano incontrare e contaminare. Dove ci sia solo una regola: buone idee per buoni progetti.
Nell'immediato, per essere più realisti, mi piacerebbe che il Cinema Lilli, non sparisse dalla storia culturale di questa città.