Lo scorso 18 aprile il 63% dei votanti l'ha confermata Rettore per il quadriennio 2007-2011. Come legge questo risultato? E secondo Lei quali sono state le Sue carte vincenti?
Sicuramente la mia rielezione è dovuta a un triennio di intenso lavoro, condotto con un grande rispetto, che ha prodotto dei risultati concreti. Se guardiamo alla quantità, questi anni hanno registrato un aumento costante di studenti iscritti, soprattutto stranieri; in merito alla qualità, ho puntato sull'immagine e sul posizionamento dell'ateneo nel mercato italiano ed internazionale portando avanti degli importanti progetti.
Parlando dell'immediato futuro, quali sono i Suoi obiettivi?
I progetti sono tanti. Ritengo molto importante dare continuità e rafforzare l'internazionalizzazione già intrapresa, anche attraverso master e corsi di alta cultura che interessino l'area mediterranea con paesi quali Uzbekistan e Afghanistan, poi i paesi dell'America del Sud, che dopo la crisi del 2002 sono in una fase di ripresa. Altro paese cruciale con cui ho intenzione di portare avanti l'ottimo rapporto stabilitosi è la Cina; basti pensare che da noi studia oltre la metà degli studenti cinesi presenti in Italia. Accanto a questi progetti internazionali ci sono lo sviluppo dell'offerta formativa per italiani e stranieri, con corsi di laurea e corsi di lingua, e l'adeguamento e l'implementazione delle strutture, dalle aule ai laboratori multimediali linguistici e informatici.
Quest'anno il progetto Erasmus compie 20 anni; come si inserisce nella Vostra Università?
Il progetto Erasmus ormai è una realtà ben radicata in Europa e funziona molto bene; è uno strumento importante per l'internazionalizzazione e in questo si allinea perfettamente alla nostra filosofia.
Nella Sua esperienza di Rettore quali sono state le soddisfazioni e le gratificazioni che ricorda con maggior piacere?
Fortunatamente ce ne sono state diverse: ogni progetto che viene portato avanti ed è condiviso (il progetto Cina in particolare) e poi i riscontri positivi e i riconoscimenti che ho avuto, come l'elezione nel direttivo della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e l'inserimento nel progetto europeo Erasmus Mundus.
E i momenti più difficili?
Quelli ci sono quotidianamente; sono difficoltà di routine dovute al doversi scontrare con un sistema - paese che non aiuta e ha una macchina amministrativa inadeguata.
Recentemente è stato riconfermato anche il Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, che arriva così - dopo la modifica dello Statuto - al suo terzo mandato.
Come valuta l'accaduto? Non crede che ledere un principio come
quello dell'alternanza dei mandati sia un segnale negativo?
Quando si parla di una carica elettiva come il Rettore a decidere è il popolo dei colleghi. Se gli elettori scelgono di riconfermare un soggetto non c'è nessuna infrazione alla democrazia, l'importante è avere coerenza politica e portare avanti progetti importanti.
Riguardo al caso della Stranieri, la recente modifica dello Statuto ha portato da 3 a 4 anni il periodo del mandato ponendo il limite a due mandati.
Come vede la posizione della Stranieri nel territorio perugino, e qual è il suo impatto sulla vita e sulla cultura della città?
L'impatto sulla città è forte e importante. Dalla sua nascita la presenza della Stranieri ha contribuito a costruire e plasmare la fisionomia, la cultura e l'identità di Perugia spingendola verso l'internazionalizzazione, concetto oggi molto in voga ma che negli anni '30 e '40 non lo era affatto.
E poi c'è una ricaduta molto più concreta: ogni anno portiamo circa 8000 studenti che risiedono in città e la vivono a tutti gli effetti.
FOCUS: Stefania Giannini
Nata a Lucca, si è laureata in Lettere e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Linguistica.
E' Ordinario di Glottologia e Linguistica.
Dal 1 ottobre 2004 è Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia e il 18 aprile 2007 è stata rieletta per il quadriennio 2007-2011.