FILIPPO TIMI VS SELVAGGIA LUCARELLI
Piacere li ha fatti incontrare. Loro hanno dato vita a un incontro incandescente. L'autrice più irriverente che c'è in circolazione. L'attore più intenso del panorama italiano. Lei laziale. Lui umbro. Ne è uscito un dialogo da bere tutto d'un fiato.
UNA CONFESSIONE SENZA PELI SULLA LINGUA
Prendi due personaggi non allineati, falli incontrare in una calda giornata primaverile travestita da sorella minore del Ferragosto, lascia che la temperatura scaldi il temperamento di due teste che, anche in condizioni ambientali normali, la colonnina di mercurio la fanno ballare ogni volta che aprono bocca. Soprattutto se il calore diventa l'unità di misura della non-banalità. Soprattutto se vi siete stufati di sentrivi alitare sul collo il gelo di tante parole vuote, retoriche e stereotipate. Ecco perché la chiacchierata si trasforma presto in una pirotecnica, salatissima, sequenza di fuochi d'artificio. In cui tutti dicono quello che pensano senza barare. Senza ipocrisie e con quel pizzico di eccentricità che riesce ancora a sbalordire. Come quando "X che tende all'infinito" diventa uguale Paul Cézanne... In che senso? Scopritelo.
Selvaggia: Cominciamo con una domanda facile, che momento è per te questo?
Filippo: Bello, decisamente. Ora sto per girare un nuovo film. Ma non posso dirti altro è tutto top secret.
S: Hai fatto un regolare provino oppure ormai ti prendono "sulla fiducia"
F: Regolare provino? Ne ho dovuti fare 4 diversi da 8 ore l'uno...
S: Ho letto una recente intervista di Daria Bignardi in cui tracciando un bilancio de "Le Invasioni Barbariche" sostiene che tu sei stato uno dei personaggi che l'ha maggiormente sorpresa...
F: E' una cosa che mi lusinga tantissimo. Certo, andare in tv ti regala una popolarità pazzesca. Dopo 25 anni di teatro e qualche film i miei picchi di popolarità sono legati ai miei passaggi televisivi. Il day after le persone mi fermano per strada come se fossi il loro miglior amico...
S: Quanti anni hai?
F: 33. E tu?
S: Anch'io.
F: Quindi sei anche tu della tigre. Oroscopo cinese...
S: Sei un appassionato di astrologia?
F: In un certo senso
S: E sei superstizioso?
F: Fingo di no. Ma alla fine mi lascio condizionare da tutto: evito di passare il sale di mano in mano, oppure se un gatto nero mi attraversa la strada aspetto che qualcuno passi al posto mio...
S: E non c'è cosa più infame...
F: No cose più infami esistono. Credimi.
S: Per esempio nel tuo ambiente? Ci sono personaggi infami?
F: C'è molta piccineria. In un film che ho girato recentemente c'era una scena in cui dovevo versare il caffè. Mi si avvicina uno degli attori del cast e mi fa: "dai facciamo che il caffè lo verso io". Io non ci ho trovato niente di male e l'ho lasciato fare. Solo dopo mi sono accorto che tutto nasceva dal fatto che l'apertura di quella scena partiva da lui che versava il caffè. Senza parole...
S: Bene. Spettegoliamo un po', allora. Non ti stanno un po' sull'anima quagli attori italiani che dopo la prima ondata di successo si atteggiano a divi? Ti faccio anche un nome: Scamarcio...
F: A volte mi dà fastidio vedere che uno sta lì a godersi la celebrità e a giocarci sopra come se non l'avesse neanche cercata. Quando fingono di avere l'aria di uno a cui le cose sono capitate per caso. Scamarcio, però, non lo conosco... Ma so che se una sera lo invitassi a casa camperei di rendita con le mie cugine e le amiche delle mie cugine per le prossime tre generazioni...
S: Ma tu "Tre metri sopra il cielo" l'avresti fatto?
F: No, perché non mi piace il libro. Ma questa è una risposta immediata, istintiva. Poi devi valutare tante cose. A volte puoi accettare un compromesso se ti serve da trampolino di lancio. Dipende da quello che vuoi e da come ragioni. Però c'è una cosa che a me non piace: fra attori è sempre facile criticare, soprattutto chi ha successo. Mentre, a chi ha successo qualche merito va riconosciuto.
S: A proposito di attori, quali sono i tuoi preferiti?
F: Javier Bardem, Gianmaria Volonté, Ugo Tognazzi, Johnny Depp, Bette Davis e Marilyn Monroe. A teatro invece riconosco solo un nome: Carmelo Bene. Era il più grande; tutti gli altri mi annoiano.
S: Quindi non vai mai a teatro...
F: Ci vado poco
S: E il rapporto con l'amore dopo il successo è cambiato?
F: Forse sì. Una volta ero più assolutista: o eri il grande amore o niente. Oggi inizio a capire che forse il grande amore non devi avere la pretesa di riconoscerlo da subito. Forse puoi anche scoprirlo piano piano.
S: In una relazione scappi?
F: Prima scappavo. Ora scappo un po' meno. In passato scappavo anche perché mi divertivo a far vacillar le coppie. Poi quando vedevo che ci stavo riuscendo fuggivo..
S: Oggi sei fidanzato?
F: No. Ma sono innamorato
S: E sei ricambiato?
F: Forse. Ma è una cosa strana. Io prendo le cose di petto. Mi presento la mattina con un cd in cui ho masterizzato 3 canzoni per la persona che amo, poi qualche ora dopo arrivo con 8 pagine di poesie... è troppo. E questo spaventa
S: Credi?
F: No. Ne sono sicuro
S: Che scuola hai fatto?
F: L'istituto d'arte a Perugia
S: Ed eri bravo?
F: Ero il più bravo della scuola. E anche se non studiavamo filosofia elaboravo concetti che spiazzavano i professori: all'esame di maturità comparai X che tende all'infinito a Cézanne.
S: Che cosa ti è rimasto dentro dell'Istituto d'Arte?
F: Mi è rimasta l'apertura al nuovo e un'idea fissa: chissenefrega della forma se dietro non c'è la sostanza!
S: Nell'amore è lo stesso? Quanto vale il rapporto fra forma e contenuto?
F: Vale, fin troppo. Io a volte vivo le situazioni con troppo valore di coscienza proprio perché non riesco a valutare le cose diversamente. La mia editor sostiene che dovrei aprirmi di più sulla ascinazione per l'ignoto.
S: Quindi ti manca l'incoscienza?
F: Nelle questioni di cuore sì.
S: Che vizi hai?
F: Per la verità pochi. Non bevo più alcol, mentre una volta mi ubriacavo praticamente dopo ogni spettacolo. Oggi fumo molte sigarette e bevo troppa Coca Cola.
S: Dal momento che è una cosa che ci accomuna mi interessa molto il tuo rapporto con la scrittura...
F: La scrittura ha una funzione rigenerante e purgativa. Mi isola da morire ed è importante vito che sono abitutato a fare un'infinità di cose contemporaneamente. Ma è anche estemporanea. Non scrivo mai a bacchetta.
S: Lo scrivere non è solo un flusso creativo. C'è dietro anche un lavoro concreto. E' una forma d'arte che si compone di due momenti..
F: Sono d'accordo e a volte la differenza sta in sfumature poetiche. Il grande scrittore riesce a fare la differenza con una virgola.
S: Fai mai leggere le tue cose a qualcuno?
F: Sì a due miei amici: Lucia e Sebastiano. A loro glielo impongo.
S: I tuoi autori preferiti?
F: Vladimir Majakowskij e Antonin Artaud. E i tuoi?
S: Direi Stefano Benni. Senz'altro. Ma mi piace molto anche la poesia: Pedro Salinas e Gianpietro Lucini su tutti. Comunque, visto che siamo caduti nel giochetto, tanto stupido quanto divertente, delle cose preferite è d'obbligo chiederti anche il tuo film preferito. Anche perché c'è chi sostiene che da questa risposta si possa tracciare persino un profilo psicologico della persona...
F: Allora ti rispondo "2001 Odissea nello spazio". E, più in generale, tutti i film di Kubrick. Un genio assoluto.
S: E fra i film d'amore?
F: "Ubriaco d'amore" di Paul Thomas Andersson. E il tuo?
S: "Le onde del destino" di Lars Von Trier
F: Sai cosa mi fa impazzire di Lars Von Trier? Che tutte le attrici che lavorano con lui, da Bjork a Nicole Kidman, alla fine delle riprese lo odiano. E' una cosa stupenda!!
Filippo Timi
Attore di cinema e teatro, scrittore è uno dei personaggi emergenti più interessanti del momento. Non collocabile, non catalogabile. L'abbiamo appena visto al cinema nell'ultimo film di Ferzan Ozpetek, "Saturno Contro" e presto lo vedremo ancora visto che è impegnato con le riprese di un film "top secret". Salito alla ribalta con il suo libro "Tuttalpù muoio" diventato presto uno spettacolo teatrale "La vita bestia", Filippo Timi, perugino purosangue vive oggi fra Roma e Milano e da un paio di mesi tiene una rubrica fissa sul MENSILE Rolling Stone, intitolata "La Fiera del Cinghiale".
Selvaggia Luacarelli
Scrittrice, attrice, opinionista, celebre blogger e sapida commentatrice del costume Selvaggia Lucarelli è senz'altro uno dei personaggi meno allineati del panorama televisivo e non solo. Le sue prese di posizione mai banali, il suo sarcasmo e l'ironia con la quale è abituata a trattare le cose le sono valse molti ammiratori pagati però al prezzo di tanti nemici, uno fra tutti: Maurizio Costanzo. Salita alle ribalte televisive come opinionista è stata a sua volta protagonista di un reality show, l'edizione 2006 de "La Fattoria". Nel 2004 ha pubblicato il suo primo libro, "Mantienimi".