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LAMBERTO SPOSINI, fra polli e premi Nobel

Ritratto indiscreto del giornalista umbro, bravo, non allineato, a volte scomodo. E bello (ma questo non glielo dite...)

PERUGIA - Ha alle spalle una carriera lunga e brillante, è stato fra i fondatori del TG5, ha intervistato dei premi Nobel, ma è stato consegnato alla storia da un "pollo" mangiato in diretta durante il periodo dell'influenza aviaria. Una mossa mediaticamente perfetta, spettacolare al punto giusto e assolutamente sacrosanta in un mondo dell'informazione piatto e paralizzato: Lamberto Sposini cercò di far capire che la psicosi da aviaria era una vera bufala.
Biagi lo definì  "il bello della diretta", soprannome che gli rimarrà incollato a lungo e che a lui non piace affatto. Ma Sposini è bello, bravo, "sciupafemmine" e di sinistra. Viene da una famiglia di sinistra; durante il '68 è stato un attivista, ha partecipato a manifestazioni e a scontri con i "fascisti"e apparteneva al movimento studentesco. Da giovane portava i capelli lunghi e ricci, suonava la batteria in gruppo rock e tra i Beatles ed i Rolling Stones parteggiava per i secondi. Veniva soprannominato "pennellone" perché era alto e magro e, lui sostiene, "goffo". Presentava il tiggì portando l'orecchino. Non ha un carattere conciliante e litiga spesso.

E' umbro e ha un legame forte con la sua terra anche se definisce l'Umbria ancora troppo chiusa e provinciale.

Non conosce rimpianti perché ritiene stupido pentirsi di una decisione che in passato si riteneva giusta. Come quando, nel 1996, prese parte ad una convention dell'Ulivo e non si è pentito.
Né rimpiange di aver lasciato il Tg5 a causa di un furioso litigio con Rossella, con cui da tempo non aveva buoni rapporti. Non ha mai ritenuto Rossella imparziale: E dopo la separazione commentò: "Rossella ha la capacità di non litigare con nessuno, ma a volte questo è sinonimo di paraculaggine".  Aggiungendo: "è lo scribacchino di Buonaiuti", "sembra Marzullo", "è un pesce in barile".
Ma andiamo con ordine. Lo abbiamo incontrato in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Ed ecco cosa è emerso...

Che cosa significa essere giornalista oggi?
Significa, nella stragrande maggioranza dei casi rassegnarsi a un lavoro da impiegati, incollati al desk di una redazione a copiare notizie di agenzia o di altre fonti di informazione.

Messa così non sembra allettante...
E non lo è. Molti si avvicinano a questa professione credendo che ci sia ancora spazio per inchieste sul campo, viaggi e reportage; ma purtroppo non è più così. Anche le scuole di giornalismo credo che servano a ben poco in questo contesto.

Eppure spazio per innovare e creare qualcosa di nuovo dovrebbe esserci sempre. Lei, per esempio, fu fra i fondatori del TG5...
Il Tg5 delle origini era molto rivoluzionario per la rilevanza che dava alla cronaca rispetto alla politica ed era molto più imparziale, quello attuale trasforma le notizie e suo piacimento. Oggi sia il Tg1 che il Tg5 sono politicizzati, anche se paradossalmente in Mediaset c'è più libertà che in Rai. In Mediaset viene privilegiato l'ascolto, quindi un programma scomodo che ha buoni ascolti non viene penalizzato; in Rai conta di più l'appartenenza politica.

Nel periodo dello "scandalo Moggi", lei è stato sospeso per tre mesi  dall'Ordine dei Giornalisti a causa dell'intercettazione di una telefonata fra lei e  Moggi. Come commenta quell'episodio?
Ritengo che quella telefonata non contenesse niente di "sbagliato". Ma il punto è un altro: le intercettazioni telefoniche e ambientali siano in generale estremamente pericolose e alla stampa non dovrebbe essere data la libertà di pubblicare tutto con la leggerezza e la superficialità che spesso accompagna situazioni come queste.

Ai suoi pessimi rapporti con Rossella fanno da contraltare quelli, ottimi, con Mentana: è così?
Ho una grande stima di Enrico Mentana; ritengo che sia un grande giornalista, arguto in grado di fare battute graffianti su tutto. Ma anche lui ha carattere forte, il che rende molto facile lo scontro.

Che cosa guarda in tv?
La televisione di oggi non mi piace affatto. Generalmente guardo soltanto Sky.

Chi butta giù dalla torre? La Parodi o la Buonamici?
La Buonamici.

Santoro o Floris?
Santoro

Fede o Giordano.
Giordano. Perché Fede raggiunge livelli di comicità troppo alti. Sarebbe un peccato.