GLI ALTOFORNO
La band ternana che stravolge le canzoni, Che ha scritto un libro con vendite record, Che fa ammazzare delle risate...E molto molto di più
di Elena Mazzocchi
Conoscerli veramente significa ascoltarli. Magari recitare le loro canzoni a memoria. Noi gli Altoforno proveremo a presentarveli... a modo nostro. E a modo loro...
Ma chi sono gli Altoforno? Sono un gruppo di amici che riscrivendo in dialetto e stravolgendo in chiave "locale" i testi di canzoni famosissime della musica leggera italiana hanno fatto piangere alle risate prima gli umbri poi mezza Italia, sbarcando addirittura su Radio DJ... Loro sono una lente di ingrandimento che racconta abitudini, personaggi, fenomeni sociali in chiave scanzonata, cinica, dissacratoria ma sempre divertentissima. "L'esordio - raccontano - fu casuale e spontaneo alla festa della CGIL del 1995 in Piazzale Bosco a Terni quando alcuni di noi in evidente stato di ebbrezza salirono su un palco del karaoke ed intonarono per la prima volta in pubblico Permanente (sulle note di Cerco un centro di gravità permanente, ndr). Dopo un primo momento di comprensibile shock la folla entusiasta convinse gli organizzatori a farci ospitare anche l'indomani per una breve esibizione". "Il nome Altoforno, richiamo ancestrale alla tradizione operaia, venne invece coniato in occasione del primo vero e proprio concerto organizzato da Don Paolo nell'oratorio di San Giovanni Bosco a Campomaggiore di Terni nel Luglio dello stesso anno, il tutto circondati da un pubblico di parenti e amici". "Di lì a poco venimmo assoldati, con un ingaggio fatto di un piatto di penne all'arrabbiata e una salsiccia a testa, dal mitico primo pub ternano: "La Cantina" che proprio allora allestiva il suo ultimo cartellone di spettacoli serali prima della chiusura col botto del Capodanno 1996. Da allora collezionammo molte serate memorabili tra le quali ricordiamo: Live for the Pressa, Live at Rosselli Parc, Live at Unity Party e Live at Parsifal davanti al compianto Sindaco Ciaurro. Lo stesso Sindaco, in preda all'entusiasmo, ci aiutò a pubblicare il nostro capolavoro letterario "Ternitudine" (quarto libro più venduto a Terni nel 1997 dopo la Bibbia, il Milione e il Piccolo Principe) con al suo interno il celeberrimo racconto di formazione "Picchia, Pallone e Pampepato". Memorabile fu la "Partita del Fegato" giocata al Libero Liberati di Terni tra Altoforno e Rappresentativa Giornalisti, nel Maggio del 1999, che registrò una nostra affermazione perentoria con il più inglese dei risultati: 2 a 0". "Memorabile fu ancora la visita a Radio Deejay nel Febbraio del 2002, ospiti di "Ciao Belli", trasmissione condotta da DJ Angelo, DJ Ferrari e Nicola Savino a parziale risarcimento del furto di "Perdere i capelli" cantata dagli stessi a Quelli che il calcio..." "Irripetibile rimane il concerto del Decennale, tenutosi il 13 Luglio del 2005, all'Anfiteatro Fausto... creò una calca che richiese il bis; Il Messaggero il giorno dopo titolò "Concerto cult degli Altoforno,i l sindaco resta fuori"
E adesso? Più di 150 canzoni e di 200 concerti in 12 anni di carriera fanno legittimamente sperare in un futuro ancora tutto da scrivere e da cantare per i mitici Altoforno. Leggende metropolitane (rigorosamente infondate...) sugli Altoforno: sono tutti operai delle acciaierie di Terni, bruciarono in preda ad una rivendicazione calcistica il negozio della Galex.
Brani cult
"Annarosa" sulle note di "E il tempo se ne va" di Adriano Celentano
La storia di una trans ternano che decide di farsi operare. Irresistibile
"E intanto il tempo se ne va', e mo' te fai chiamà Annarosa,
te metti a sede per piscià, la vita è tutta n'antra cosa..."
"Serie A" sulle note di "Sono le Venti" degli Audio2
Trasferta degli ultrà ternani a Torino. Delirante
"La stazione, capocollo, fave e pecorino,giocano le Fere su a Torino...
Passano l'ometti coi lupini e li semetti: "Capo, quanto vène lu Borghetti?
Tremila lire, che cazzu te credi? Ma che te pare che dormo da piedi?"
Pijo l'amaro, je sterzo un biscotto, non pago e lo butto de sotto..."
"Permanente" sulle note di "Centro di gravità permanente" di Franco Battiato
Una lite fra automobilisti trascende... Geniale
"Con un rotto te faccio la permanente, t'arriccio li capelli come un negro,
non me devi da di' gnente!Devi sta' zitta che..."
"L'Ateneo che non c'è" sulle note di "L'isolachenonc'è" di Edoardo Bennato
Lo stato d'animo del ternano che se ne va studiare a Perugia. Cult
"E a Perugia, quanno scenni, c'hai lu freddo e la rabbia fra i denti,
paghi il bus per andare in facoltà: lu borsone coi vestiti e da magna'!
Quando senti parlare la gente, ti rendi conto che non c'entri niente
ma oramai te cce tocca sta':vento e scale, che cazzo de città!"
"Perdere i capelli" sulle note di "Perdere l'amore" di Massimo Ranieri
Alle prese con un problema diffuso. Mitica
"Comunque non capisco, po' esse' che sbajavo:
je davo co' la lacca, chissà che pretendevo!
M'è armasto da ‘na parte un ciurlu tuttu storto,
lu buttu tuttu a destra: ce provo a fa il riporto..."