Editoriale n. 6

Se c'è una cosa insopportabile è la retorica sul Natale. Ora, dover introdurre il numero natalizio di Piacere senza lessare nel caldo brodo (parola orrida - che però fa tanto 25 dicembre) nella retorica diventa imprese ardua. Quasi quanto fare aquagym col sottofondo delle hit di Gigi D'Alessio. In ogni caso il rischio - non di ascoltare D'Alessio, s'intende - va corso: magari sotto forma di lettere a Babbo Natale. Proviamo. Caro Santa Klaus (meglio chiamarlo col suo nome originale evitando inutili traduzioni: v'immaginate una lettera a George Bush, che inizi con un "Caro Giorgio Cespuglio"?), quest'anno sotto l'Albero vorremmo trovare: Un'aeroporto dell'Umbria un po' più internazionale. Ben vengano i collegamenti giornalieri con Milano e i rari charter stagionali che ogni tanto collegano Sant'Egidio al resto del mondo. L'ultimo esperimento riuscito è stato il volo per Parigi. Peccato che a un certo punto l'aereo sia rimasto definitivamente a Parigi. Albano e la Lecciso insieme sull'Isola dei famosi. Ma solo quando il programma sarà finito. Senza telecamere. Per sempre. Un Eurochocolate più orientato su percorsi di qualità; come quelli selezionati nel numero precedente da noi di Piacere. Soprattutto alla luce delle utlime rivelazioni del patròn di Umbria Jazz (giardinetti Carducci e Atrio del Palazzo dei Priori negati a UJ ma poi concessi disinvoltamente ai cioco-banchi): scelte che rischiano di rendere troppo antipatica ai perugini una manifestazione che se più curata li dovrebbe render fieri. Mentre così si crea solo l'ennesima spaccatura fra una città, che già si sente violentata da Eurochocolate , e quel circo barnum fatto di montagne di cioccolato, venditori ambulanti, saltimbanchi, cannonate di Nutella, mangiafuochi, pinguini glassati, improbabili bancarelle in stile "festa del patrono" e inquietanti orde di famelici golosi a caccia di una scheggia di cacao (e pazienza se prima di essere trangugiata avidamente è finita sotto le scarpe dello scultore di turno). Il mare a Orvieto. Non per allargare la A1, ma per dare vita al sogno ricorrente dell'infanzia di Anna Marchesini. Come racconta lei stessa nella bella intervista che ci ha concesso (pag.50). Qualcuno che spieghi a Celentano, magari in diretta, che la retorica e i silenzi non sono affatto rock, ma molto, molto lenti. Come quasi tutti i suoi dischi. Altre cinque realtà umbre da mettere sul podio per il 2006. In redazione, intanto, abbiamo individuato quelle del 2005 (le trovate a pag.54) e assegnato i nostri Oscar. Un giornalismo di servizio più visino alle persone. Se lo augurano anche i direttori dei quattro quotidiani regionali che siamo andati a trovare per conoscerli più da vicino e per solleticarli sul tema con un sintetico e dinamico botta&risposta (pag.41). Il dvd de "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Che sarà ampolloso, sarà in bianco e nero, sarà ridondante e buonista, lo passeranno in tv ogni Santo Natale... ma fa proprio tanto atmosfera. E poi è recitato magistralmente. E riuscirebbe a commuovere anche il figlio di Al Zarqawi e della Strega di Biancaneve. E, tanto per chiudere in bellezza, caro Santa, la classica sorpresa. Però formato albero di Gubbio: stessa scala di grandezza. Mettici dentro quello che vuoi. Solo scartarla sarebbe un Piacere...

Matteo Grandi

 


    



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