
Editoriale n. 46 / Maggio
Allora riepilogando: la presidente della regione si chiama Catiuscia, il sindaco di Perugia Wladimiro, l'amministratore dell'Apt è il sosia di Stalin, l'assessore comunale che dichiara il reddito più alto è di rifondazione comunista, a Perugia l'Armata Rossa è tutte le domeniche in parata allo stadio, sul fatto che il minimetrò sia una rivisitazione delle montagne russe pochi dubbi, la Transiberiana e il Tacito regalano - occhio e croce - le stesse emozioni e talvolta gli stessi tempi, una delle discoteche più frequentate degli ultimi anni è stata il Matrioska, per tirare tardi si va al Kandinsky, Assisi ha l'Hermitage proprio come Leningrado, pardòn Sanpietroburgo, i giovani che frequentano i locali bevono vodka-lemon, vodka-tonic, vodka e redbull, vodka e basta;
il Trasimeno perde acqua come il lago d'Aral (e a Monte del Lago mettono "Bandiera Rossa" anche quando la Tramontana soffia a 10 nodi), Perugia è una città cosmopolita mica astropolita, del resto erano i russi che li chiamavano cosmonauti perché gli astronauti erano americani, e poi Perugia è anche una città internazionale, ah l'Internazionale!, che Breznev fosse figlio di un'operaio dell'acciaio non è mai stato un segreto, e che gli amici lo chiamassero Leo, già come Di Girolamo, in fondo ci può stare, e che dire di una regione, la nostra, in cui fanno la parte del leone l'agricoltura e l'edizia, il trattore e la ruspa, la falce e il martello? E a proposito, come si chiamava il libro di Caprotti sulle coop rosse? Ma sì! Falce e Carrello;
la Rivoluzione d'Ottobre da noi c'è ogni anno quando il popolo insorge contro i banchi del cioccolato emblema del consumismo occidentale, il Napoleone francese non riuscì mai a spuntarla sui russi così come il Napoleone nostrano non riesce a spuntarla sugli umbri, e poi c'è quella benedetta storia che la democrazia in Russia è sempre stata una chimera, guarda caso un'icona etrusca, sul delitto e castigo di chi ha provato a farsi le correnti interne si è già detto tutto, la balalaika è stonata come le balle laiche che siamo costretti a sorbirci quando quelli dell'opposizione affermano: "stavolta vogliamo vincere!", il Pd umbro a detta degli esperti è irrimediabilmente balcanizzato, i listini alle ultime regionali, poi, erano rossi che più rossi non si può, tutti concordano nel sostenere che l'Umbria è una Regione Splendida e Silenziosa e per chi si destreggia in acronimi c'è poco da aggiungere, mia zia fa l'insalata russa con le uova di Cannara, le patate di Colfiorito, le carote dell'orto di Ponte Rio e i piselli di Bevagna; e poi com'è che la chiamavano la signora di prima? ah già la zarina!
E allora mi chiedo compagni: possibile che in questa benedetta regione non ci sia un solo posto dove trovare un po' di caviale come cristo comanda?


