
Editoriale n. 18
Inter e Milan che si litigano Suazo fotografa alla perfezione il paradosso del momento che stiamo vivendo. E' come se Perugia e Ternana si litigassero il mediano del Fossombrone. Se Rai e Mediaset si facessero la guerra per riportare in tv Marisa Laurito. Se le case automobilistiche si accapigliassero per mettere le mani sull'uomo che ha progettato la Multipla. Se Umbria Jazz e Terni In Jazz dopo le recenti scaramucce tornassero sul piede di guerra per accaparrarsi Gigi D'Alessio. Se Locchi tentasse di rubare a Raffaelli l'idea dei campi nomadi...
Ma davvero siamo arrivati a questo punto? Va bene che ormai a Perugia è più facile trovare un grammo di fumo che un parcheggio, che in alcuni punti vendita del centro una birra costa meno di un bicchier d'acqua del rubinetto, che se spacci davanti a una telecamera non ti succede niente ma davanti a una telecamera non t'azzardare a passare col rosso... però è forse arrivato il momento di fare qualche riflessione.
Le cose che vorremmo cambiare sono tante.
Vorremmo cambiare leggi elettorali che permettono aborti come quello di Todi dove il sindaco e la giunta sono di destra e il consiglio comunale è in mano alla sinistra (roba che neanche se la legge la scrivevano a quattro mani Calderoli e la Parietti).
Vorremmo far capire alle multinazionali che la devono smettere di costringere i propri dipendenti ad andare in vacanza ad agosto, quando tutto costa il doppio, i servizi forniti valgono la metà, trovare un posto dove stendere il telo in spiaggia è più difficile che trovare un pezzo ascoltabile in tutta la discografia di Paolo Meneguzzi, e per giunta - da quattro anni a questa parte - il tempo fa schifo.
Vorremmo che i programmatori di Word inserissero, una volta per tutte, fra le parole esistenti anche Perugia e Ternana, perché ci siamo un po' rotti le palle del correttore automatico che le trasforma sistematicamente in PerugiNa e TerZana.
Vorremmo avvisare i turisti che hanno scelto Perugia per le proprie vacanze: "Se state cercando il vostro albergo ma a ogni bivio che imboccate trovate una pattuglia della Municipale che vi impedisce l'accesso e vi costringe ad andare nella direzione opposta a quella che dovreste prendere, tanto che a un certo punto vi manda a quel paese pure il navigatore e mentre cercate di raggiungere il centro vi ritrovate dalle parti dello stadio: benvenuti, siete arrivati durante Umbria Jazz".
Vorremmo che i fotoamatori la finissero di fotografare i fiori pensando di fare foto artistiche.
Vorremmo che le persone smettessero di inoltrare stupide catenedisantantonio, nella convinzione che a più gente verrà inoltrata più fortuna avranno. Perché la verità è una sola: a più persone la inoltrerete più persone s'incazzeranno. E non date retta a quella storia che gira su internet secondo la quale a un pediatra di Terni che non inoltrò una catena successe che uno dei suoi tre figli cominciò a drogarsi, il secondo entrò nella Margherita e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali. Non è vero!!
Vorremmo aprire una farmacia in centro e diventare ricchi vendendo aspirine a chi è entrato nella ZTL di notte e viene a comprare una confezione di Vivin C solo per non vedersi recapitare la multa.
E se i nostri desideri non dovessero avverarsi ci aggrapperemo a quel poco di buono che ci resta. La nostra terra, le nostre colline, i film di Kubrick, Gondry e Tim Burton, le canzoni dei Velvet Underground, i quadri di Chagall, i testi di Kant, le parole di Gandhi, il cinismo dei Griffin e tante altre cose che adesso non mi vengono in mente. Poi potremo sempre fare ricorso alla fantasia o ai mondi paralleli. Noi in questo numero lo abbiamo fatto. Trasformando le nostre città (pag. 62), celebrando internet (104), giocando con la frutta in modo surreale (70), facendo da cassa di risonanza alle note della notte che riempiranno l'estate umbra (19). E se non basta neppure la fantasia, cerchiamo almeno di mettere un punto interrogativo in fondo a ogni pensiero.


