
Editoriale n. 16
Questa volta avrei voluto raccontarvi la storia di una ballerina sciroccata, di uno scienziato pazzo, di un sogno che sognava se stesso, di una formula scientifica che avrebbe cambiato la fisica, la percezione della materia, dell'antimateria e dell'amore, di un impiegato di banca, di un mazzo di fiori, delle conseguenze di un gesto, di una stella cometa, di un cantautore che scrisse una sola canzone e poi iniziò a collezionare menù, di una candela, di un sarto che credeva di essere un mago, di una statua di pane, di come l'est-etica sia l'amore per il bello piazzato a destra della morale, di una neolaureata in legge che fuggì a Londra per fare l'artista, di un gallerista francese e le sue quattro mogli, di una vecchia che rapinava banche, di un'aragosta gigante, di un treno a vapore e di un orso innamorato.
Ma mi limiterò a parlarvi di cose a noi più vicine. Di vino e di artisti per esempio. Della geniale intuizione con cui Marco Caprai ha portato la sua azienda a essere la prima cantina nel mondo presente in "Second Life" (la comunità virtuale, presente solo sul web, abitata da quasi 5 milioni di persone sparse in tutto il mondo) e di come da qui siano partiti audaci pensieri su come potremmo costruire la nostra realtà virtuale.
Nella mia "Second Life", per esempio, non solo tutti potrebbero volare, come in effetti già accade, ma le strade non esisterebbero più: alla faccia della E45, alla faccia dello svincolo Perugia-Roma-Terni dove - se arrivi da Roma diretto a Perugia - per agevolarti lo "scavallamento" dei lavori hanno piazzato una freccia che da una parte indica Deruta e dalla parte opposta Perugia (sicchè tu, dopo aver messo il cervello tra parentesi, rimuovi il fatto che Deruta disti solo 5 km da Perugia, ti fidi della segnaletica, decidi di seguire contro le più basilari leggi della logica e dell'orientamento le loro indicazioni e ti ritrovi a respirare il tubo di scarico di un tir in salita a 20 all'ora sulla Somma, costretto a farti a passo d'uomo 18 km di tornanti e a passare da Spoleto per arrivare a Perugia!! Roba che neanche l'Avatar di Marco Balestri avrebbe osato tanto...)
Nella mia "Second Life" il pm Woodcock avrebbe il nome tradotto in italiano e questo, credo, frenerebbe buona parte del suo protagonismo, i giornalisti direbbero la verità, Vanzina girerebbe film d'autore con sottotitoli in francese, mentre la prossima fatica di Mel Gibson sarebbe un film sugli etruschi rigorosamente girato in perugino ma con sottotitoli in ostrogoto tanto per non svilire quel lavoro di ricerca che a lui piace tanto.
Nella mia "Second Life" si potrebbe chiedere più sicurezza senza passare per fascisti, si potrebbe chiedere di lasciare il Centro Storico a tutti e non solo ai residenti senza passare per conservatori, si potrebbe chiedere chiarezza sugli ambigui rapporti economico-politici che scandiscono la vita di questa regione senza passare per eretici. E si potrebbe chiedere il numero di telefono a Cameron Diaz senza passare per pazzi.
Nella mia "Second Life", tanto per non fare confusione con la realtà e tanto per ribadire che in fondo è solo un cazzeggio virtuale, metterei anche tocchi decisamente surreali: Rutelli sarebbe ministro dei Beni Culturali, l'Inter vincerebbe lo scudetto a mani basse, l'azienda Polo (quella delle caramelle) farebbe il bilancio del Comune di Perugia, Berlusconi passeggerebbe per mano a Villa Certosa con l'ex fidanzata di Fedro del Grande Fratello, Bruno Vespa sei ore dopo un massacro in un Campus in Virginia costruirebbe un'intera trasmissione di approfondimento sulle gambe delle donne, Federico Moccia libri(?) e riuscirebbe persino a venderli, i leghisti se la prenderebbero con i cinesi, Mastella sarebbe ministro della Giustizia e, tanto per esagerare, infilerei pure 17 pregiudicati in Parlamento...
Matteograndi
P.S. Se a qualcuno di voi è capitato di pensare che quanto riportato nell'ultimo capoverso esista veramente nella realtà... beh, forse è arrivato il momento di spegnere il computer, fare un respiro profondo e disintossicarsi per un po'. Pillola rossa: Matrix docet.


