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Mi sembra che tutti noi guardiamo troppo alla Natura e viviamo troppo poco con essa (Oscar Wilde)
Un numero verde. Non vi servirà per telefonare gratis, ma per conoscere un po' più da vicino, sempre gratis s'intende, le eccellenze verdi di questa nostra piccola grande regione. Un numero verde e anche speciale. Lo avrete già capito al tatto: carta diversa, riciclata, per un'edizione unica che ci piacerebbe poter ripetere ogni anno. E non storcete il naso per il celophan che avvolge la rivista: quello è 100% biodegradabile. Lungi da noi l'intenzione di fare i santoni dell'ambiente. Mandare vuoti messaggi ecologisti oggi è fin troppo ovvio, scontato, un tantino modaiolo e persino banale. Il nostro vuole piuttosto essere un approccio tridimensionale al tema: un modo per dire che siamo consapevoli e coscienti del momento che il pianeta sta vivendo e dell'importanza degli argomenti sul tappeto, ma anche per guardare le tematiche in tutta la loro complessità, cercando di farlo dal maggior numero di punti d'osservazione possibile. Non basta essere verdi se non si conoscono gli aspetti legati all'ambiente in tutte le loro sfaccettature. E soprattutto non si può vivere nel cuore verde d'Italia senza conoscere le infinite, preziose, realtà che contribuiscono a fare dell'Umbria una straordinaria eccellenza green nei settori più svariati: ricerca, impresa, arte, natura.
Non è tutto oro quel riluce, né tutto smeraldo quel che splende di verde. Hulk era verde, la criptonite era verde, Godzilla era verde. Il King Kong del Sol Levante (non a caso in giapponese Gojira "Godzilla" è la crasi tra gorira "gorilla" e kujira "balena") che veniva dal mare - risvegliato da scorie radioattive - era il simbolo ieri e, in maniera drammaticamente attuale, oggi di una natura che si ribella se mal gestita dall'uomo. Il tema del nucleare del resto è rumorosamente spinoso e, a differenza di quanto vorrebbero farci credere i nostri politici, non si liquida con un semplice sì o con un semplice no. Con il professor Francesco Asdrubali (pagina 19) proviamo ad analizzare senza pregiudizi anche questa faccenda.
Insomma c'è da stare attenti perché in nome del verde si rischiano topiche madornali. Basta dare un'occhiata a com'è gestita oggi la raccolta porta a porta a Perugia: nata sotto la sacrosanta stella cometa della raccolta differenziata è stata messa in piedi in fretta e furia ha creato tanti disservizi e tantissime incazzature (più blu che verdi per la verità), trasformando l'acropoli di notte in un indecente immondezzaio a cielo aperto. Soluzioni? Sarebbe bastato lasciare pochissimi ma preziosissimi raccoglitori per l'umido e soprattutto far passare tassativamente entro le 23 (almeno nella parte antica della città) gli addetti alla raccolta del porta a porta. Mentre oggi ad alba inoltrata si rischia d'imbattersi ancora in un mare indecoroso di sacchi e sacchetti maleodoranti che fanno da picchetto del disonore alle mura antiche e alle meraviglie artistiche della città.
C'è poi la storia del blocco del traffico. Ma con i prezzi che ha raggiunto la benzina, oggi più cara del latte, credo che presto il traffico si bloccherà da sé. E magari noi ottimizzeremo i costi andando in giro a in sella a una mucca. Una svolta eco/illogica necessaria. Soprattutto alla luce di quanto potrebbe accadere in seguito alle vicende libiche. A meno che, anche in tema di auto, le nostre scelte inizino a farsi più consapevoli (pag 75).
Detto questo, il messaggio di fondo vuole e deve essere di speranza. La quale, non a caso, è verde. Come la nostra regione. Che è insieme cuore e polmone dello Stivale e della sua anima green. Da questo lembo di terra partono tanti segnali incoraggianti: energie rinnovabili, imprese verdi, eventi ecologici, mezzi di trasporto a impatto zero, artisti che fanno della sostenibilità il perno delle propria arte. Persino la sede Unesco per il controllo mondiale delle acque ha sede in Umbria.
E a quanti continueranno a rivolgere gli occhi verso il tramonto sperando di cogliere per una sola frazione di secondo un impercettibile raggio verde, vale la pena ricordare che esiste anche un sogno cromaticamente più concreto: trasformare un Paese al verde in un Paese verde.
Verde, del resto è anche un terzo del Tricolore, tanto di moda quest'anno in virtù dei nostri centocinquant'anni. Un verde che nei versi dei Berchet, Dall'Ongaro, Fusinato, Carbone e Carducci ha tre chiavi di lettura: speme, aprile e foglie d'alloro... tre messaggi condensati in questo numero di PM: aprile, speranza e vittoria: unico obiettivo possibile nell'avventura delle energie rinnovabili.
Guardare al domani con ottimismo e spirito costruttivo. E' questo il messaggio che ci piace intercettare e rilanciare. Perché il nostro futuro dovrà essere come l'erba del vicino.
Sempre più verde.


